ROMA – ''Da una parte, bisogna rispettare le decisioni degli organi di giustizia, dall'altra, pero', c'e' anche il problema primario, di individuare in questo contenzioso una soluzione di buon senso condivisa fra i club. Pensare che queste situazioni trovino una soluzione solo con le valutazioni degli organi di giustizia sarebbe, a prescindere da chi avra' ragioni maggiormente riconosciute, un errore''. Cosi' il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha commentato la spaccatura tra le grandi di A (Juve, Inter, Milan, Roma e Napoli) e gli altri 15 club sui diritti tv. ''Le societa' ricorrenti hanno gia' manifestato l'intenzione di ulteriori ricorsi – ha aggiunto il numero 1 della Federcalcio a margine della presentazione degli Special Olympics European Football Week 2011 – ma il 16 maggio ci sara' un'assemblea di Lega e bisogna fare sforzo, con un giusto equilibrio, per arrivare ad una soluzione condivisa sui bacini d'utenza. Ci sono cifre importanti in ballo, ma lavorandoci si puo' arrivare ad un accordo. Quale? Fare in modo che tutti e 20 i club siano protagonisti di una soluzione. La spaccatura c'e' stata, ma parliamo di rapporti che devono consolidarsi e durare negli anni, per questo ribadisco che la soluzione va trovata in Assemblea. Serve maggiore unita', perche' ci sono altre problematiche, e non solo i bacini d'utenza''. Di certo non c'e' il rischio di un campionato spaccato tra ricchi e poveri. ''L'Italia e' uno dei 4 paesi europei che ha la vendita collettiva dei diritti tv – ha concluso – inoltre c'e' un provvedimento di legge (Melandri del 2008 ndr), che sta trovando, seppur con fatica, attuazione e che determina comunque, al di la' dei bacini d'utenza, un maggior riequilibrio delle risorse rispetto a diritti soggettivi. Adesso bisogna fare un ultimo sforzo per non vanificare tutto questo lavoro e per salvaguardare i rapporti''. .
