ROMA – La perdurante 'latitanza' della Lega di Serie A, l'impossibilita' di raggiungere un accordo per la riforma dello statuto federale, ma anche la necessita', piu' o meno condivisa, di una riforma dei campionati che porti gradualmente ad una riduzione da 22 a 20 delle squadre di B con un ''blocco parziale dei ripescaggi'', e da 90 a 60 – ma l'Aic non e' d'accordo – della Lega Pro. In assenza della Lega di A, e' stata la Lega Pro del presidente Macalli a vivacizzare il Consiglio Federale di oggi, attaccando proprio gli assenti della 'Confindustria del Pallone'. Due i punti dello 'scontro' tra Macalli e la Lega di A: la richiesta, formale, di decadenza dei consiglieri Lotito e Cellino, i presidenti di Lazio e Cagliari, assenti ormai dallo scorso luglio dopo lo 'strappo' seguito all'approvazione della delibera per la riduzione del numero degli extracomunitari (da 2 a 1); e la Fondazione che la Lega, cosi' come previsto dalla Legge Melandri del 2008, ha fatto nascere, ma con atto unilaterale, lo scorso 20 aprile, e che, per Macalli, non e' conforme alla normativa. ''E' stato un atto illegittimo – ha spiegato il numero 1 della Lega Pro – perche' la Fondazione risulta essere gia' istituita ex lege, e perche' sono state escluse nell'atto costitutivo sia la Lega di B che la Lega Pro''. Due nodi, che non erano all'ordine del giorno, e su cui il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha preso tempo, nella speranza che, dopo aver risolto le pressanti problematiche dei diritti tv, la Lega di A rientri nei ranghi, magari anche da un punto di vista 'normativo'. Nulla di nuovo, invece, sul fronte della riforma dello statuto. In vista dell'Assemblea straordinaria, gia' convocata per il 20 giugno a Roma, il vicepresidente Carlo Tavecchio ha riassunto l'esito dei lavori della commissione per la revisione dello statuto federale da lui presieduta. ''Nove incontri dal 20 luglio scorso ad oggi non hanno consentito – ha detto Tavecchio in Cf – di trovare un'intesa complessiva, nonostante il contributo di tutte le componenti federali, fatta eccezione per la Lega di A che nei mesi scorsi ha inviato un proprio documento di proposta, ma non ha partecipato agli incontri e al dibattito''. Abete proporra' un testo ''che provi ad avere il consenso di tutte le componenti. La data del 20 giugno resta e in quell'occasione si puo' trovare una condivisione o, almeno, ci puo' essere un chiarimento su molte questioni''. ''Non e' pensabile – ha ammesso – che sia necessario il 75% dei consensi e 1/3 di ogni componente per modificare ogni singola norma dello statuto. Bisogna fare chiarezza perche' cosi' resta un diritto di veto''. Sui lavori della commissione della riforma dei campionati ha relazionato il vicepresidente della Figc, Macalli, che ha presieduto il gruppo di lavoro, confermando l'obiettivo di una riforma che porti gradualmente l'organico a 60 squadre con 3 gironi di 1/a divisione. Su questo punto nasce lo scontro con il sindacato dei calciatori, che ha invece evidenziato come risulti piu' opportuno dare luogo a due gironi di 1/a divisione e due di 2/a, e con un numero di squadre superiore (almeno 72). C'e' invece accordo totale sulla necessita' di portare la B a 20 squadre, anche con un parziale blocco dei ripescaggi e, se possibile, addirittura dal prossimo campionato. Sono stati approvati anche i principi che fissano modalita', termini e scadenze degli adempimenti per le societa' di A, B, 1/a e 2/a divisione. Su delega del Consiglio, le norme saranno definite nei prossimi giorni dal presidente federale d'intesa con i vice-presidenti, con particolare riguardo al problema di eventuali ripescaggi. Si e' peraltro gia' convenuto che, ferma restando, in caso di non completamento degli organici, la titolarita' della vincitrice dei play off della Serie D a partecipare al campionato di 2/a divisione, si procedera' a ripescaggi soltanto qualora le squadre ammesse ai campionati di 1/a e 2/a divisione risultassero in numero inferiore a 76 e limitatamente al raggiungimento di tale numero. Fissati anche gli importi per le fidejussioni per l'iscrizione ai campionati della prossima stagione: 800 mila euro per la serie B, 600 mila euro per la 1/a divisione (erano 400 mila lo scorso anno); 300 mila euro per la 2/a divisione (erano 200 mila).
