Calcio: nuovo caso di Sla. Turchi ex ancona: 'Doping non c'entra'

BERGAMO – ''Quando mi diagnosticarono la Sla, la prima reazione fu di chiudermi in me stesso. Io che ero abituato a correre a cento all'ora mi ritrovavo con il passo e la parola rallentati''. A parlare e' Stefano Turchi, 42 anni, che in carriera ha giocato con Chieti, Vis Pesaro e Ancona. Il suo caso, l'ennesimo che vede un ex calciatore colpito dal morbo di Gehrig, e' stato portato alla luce oggi dal quotidiano Avvenire. Turchi, sposato e con una figlia, vive a Grumello del Monte, vicino a Bergamo, ed e' in cura agli Ospedali Riuniti. ''Non credo che il doping c'entri con la malattia – spiega l'ex tornante – anche se non escludo di aver abusato di farmaci soprattutto per recuperare in fretta dagli infortuni. La verita' e' che noi malati brancoliamo nel buio''. L'ex giocatore vive con una pensione da mille euro al mese, troppo poco per tirare avanti. ''Vivo alla giornata. Quel che mi preoccupa e' il futuro – prosegue Turchi, che centro' la promozione in serie A con l'Ancona nel '91-'92 – Molti amici si sono aggravati e hanno avuto bisogno di assistenza 24 ore su 24. Questa e' una malattia costosa: in Italia so che ci sono 30-40 mila sperimentazioni, ma i fondi per farle partire non si trovano mai..''.

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