NAPOLI – Si avvia alla stretta finale il processo di calciopoli, ripreso oggi davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli. Oggi si e' chiusa l'istruttoria dibattimentale, con le ultime richieste di acquisizione di documenti avanzate dalla procura e dai legali della difesa e di parte civile e il processo e' stato rinviato al 3 maggio prossimo quando dovrebbe avere inizio la requisitoria dei pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano. L'atto d'accusa dei pm impegnera' piu' udienze dopodiche' la parola passera' ai difensori. Ma non e' scontata comunque la previsione di una imminente conclusione del dibattimento chiamato a valutare i presunti illeciti che avrebbero condizionato l'andamento dei campionati. Sul processo pende infatti come una spada di Damocle la richiesta di ricusazione (la terza proposta in questo processo, una volta dalle parti civili le altre due dai pm) nei confronti del presidente Teresa Casoria che sara' esaminata dalla Corte di Appello di Napoli il 20 maggio prossimo. In caso di accoglimento dell'istanza verrebbe designato un nuovo giudice e il processo potrebbe essere azzerato se le parti non daranno il proprio consenso sugli atti finora svolti (tra cui ponderose perizie sulle telefonate e l'esame di numerosi testimoni). Tra gli addetti ai lavori non pochi ritengono che sulla decisione possa pesare anche la recente censura inflitta dalla commissione disciplinare del Csm nei confronti del presidente Casoria per i rapporti conflittuali con i colleghi della sua sezione, comprese le altre due componenti del collegio di calciopoli, Francesca Pandolfi e Maria Pia Gualtieri. Oggi il Tribunale, dopo una lunga camera di consiglio, ha acquisito, tra l'altro, su richiesta dei pm alcuni documenti, come le sentenze di primo e secondo grado (quest'ultima priva ancora delle motivazioni) del processo Gea svoltosi davanti al Tribunale di Roma che vede tra gli imputati l'ex dg della Juventus Luciano Moggi. Accolta anche la richiesta della difesa dell'ex designatore Pierluigi Pairetto di acquisire alcune telefonate intercettate all'epoca delle indagini e ritenute significative dai legali, al contrario delle indicazioni riportate nei brogliacci redatti dagli investigatori. Il Tribunale ha inoltre respinto l'istanza dei pubblici ministeri relativa a un lavoro fatto sui tabulati delle delle schede telefoniche segrete che, secondo l'accusa, Moggi avrebbe fornito ad arbitri e designatori. In esso e' riportato il traffico telefonico tra gli indagati individuato in occasione di determinate partite di campionato. Al termine dell'udienza Pairetto ha chiesto di rendere una dichiarazione spontanea. L'ex designatore ha ribadito la propria estraneita' alle accuse. Ha spiegato di avere un rapporto di amicizia di vecchia data sia con Moggi (diventato amico del padre quando era manager del Torino) sia con l'ex amministratore delegato juventino Antonio Giraudo, rapporto quest'ultimo risalente a un periodo anteriore all'ingresso di Giraudo nel mondo calcistico. Pairetto ha, in sintesi, sottolineato che negli incontri si parlava anche di calcio ma che non vi sono mai stati scambi di favori. Ed ha aggiunto di aver avuto rapporti conviviali con i dirigenti della maggior parte delle societa' calcistiche. Ha anche negato qualsiasi irregolarita' nei sorteggi arbitrali e ha respinto con fermezza l'ipotesi dell'esistenza di un sistema punitivo, attraverso la sospensione per vari turni di campionato, nei confronti degli arbitri che sfavorivano la Juventus. L'ex designatore ha negato infine di aver mai ricevuto da Moggi alcuna scheda sim estera, precisando di aver comunque nel corso degli anni utilizzato schede di gestori stranieri dal momento che sovente la sua attivita' di dirigente arbitrale lo portava a viaggiare in altri paesi..
