Camorra: arresto candidati infiamma campagna elettorale

NAPOLI – Il giorno dopo il blitz contro il clan camorristico dei Polverino, che ha portato all'arresto di 40 persone tra cui due candidati del centrodestra al Comune di Quarto, gli investigatori si concentrano sul tesoro accumulato dal boss Giuseppe Polverino, sfuggito alla cattura. Grazie al traffico di stupefacenti e all'edilizia illegale, infatti, Polverino ha realizzato guadagni enormi. Molti immobili, societa' e imprese sono gia' stati individuati nella disponibilita' di prestanome; ulteriori approfondimenti sono in corso e potrebbero avere sviluppi nei prossimi giorni. Ma la vicenda, oltre all'aspetto giudiziario, sta avendo forti ripercussioni sul dibattito politico in vista delle amministrative. Una delegazione del Pd ha incontrato oggi a Roma il ministro Maroni, sollecitando la massima vigilanza del Viminale per la trasparenza del voto a Napoli e in provincia. Lo stesso Pd chiede al Governo ''di riferire al piu' presto in Parlamento sulla grave emergenza criminalita' che sta colpendo importanti istituzioni nella Provincia di Napoli e Campania, in relazione agli ultimi arresti che hanno messo in luce un inquietante intreccio tra criminalita' organizzata ed alcuni candidati del centrodestra''. Forte preoccupazione viene espressa da Idv, Sel, Verdi e in generale da tutta l'opposizione. I vertici locali del Pd chiamano in causa anche il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro del Pdl, chiedendogli di fare luce sui suoi rapporti con uno degli arrestati nel blitz di ieri, Armando Chiaro, in relazione all'ipotesi di aprire una discarica proprio a Quarto. Replica Cesaro: ''Per me parlano i miei atti, che sono sempre stati estremamente chiari. Per le discariche, non solo a Quarto, spesso il sospetto di infiltrazioni camorristiche mi ha fatto rinunciare ad ipotesi praticabili''. Mentre si infiamma il confronto politico, dalle carte dell'inchiesta emergono ulteriori dettagli sulle attivita' illecite riconducibili al clan. Molte delle societa' nel mirino degli inquirenti sono attive nel settore dell'edilizia; in alcune conversazioni intercettate, il boss e i suoi affiliati si vantano infatti dell'abilita' con cui riescono a ottenere le concessioni (condizionando le elezioni nei Comuni, dove negli anni sono riusciti a far eleggere candidati ''amici'') e della rapidita' con cui completano gli immobili fuori legge.

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