Camorra: in mano ai Casalesi anche le ditte con appalti pubblici

NAPOLI – Investimenti, soprattutto nel settore edile. Ed un giro di affari sempre piu' solido, anche attraverso l'aggiudicazione di appalti di opere pubbliche. E' questo lo scenario che si va delineando dietro il maxi sequestro – beni per un valore di 13 milioni di euro – eseguito nei confronti di Sebastiano Ferraro, considerato elemento di spicco del clan dei Casalesi, fazione riconducibile al gruppo Schiavone. Attraverso l'analisi di cespiti e flussi finanziari, estesi soprattutto ai congiunti di Ferraro, gli investigatori hanno dimostrato come la famiglia, grazie alla contiguita' al clan dei Casalesi, era riuscita ad incrementare nel tempo il proprio patrimonio, soprattutto attraverso societa' ed imprese del settore edile. Nel dettaglio i beni sequestrati sono: un'azienda individuale agricola; quote societarie dell'impresa edile 'Edil System Unyted' s.r.l; la societa' cooperativa edile 'Edil Futura s.r.l; quote societarie dell'impresa 'Immobiliare S.B. di B.P. s.n.c' avente ad oggetto sociale la compravendita di beni mobili ed immobili, nonche' opere edili in genere; tre case e tre siti commerciali a Casal di Principe; un terreno agricolo di quasi 900 metri quadrati, sempre a Casal di Principe. Ed ancora due immobili in corso di edificazione, nel comune di San Cipriano di Aversa, localita' Pagliara Arsa; diverse autovetture di grossa cilindrata. Data la vastita' dei beni sequestrati, sono ancora in corso le operazioni di catalogazione. Ferraro era stato gia' destinatario di misure cautelari reali nell'ambito del processo 'Spartacus', all'esito del quale era stato condannato per associazione mafiosa. In particolare, gli erano state sequestrate anche quote di partecipazione alla societa' calcistica 'Albanova' di Casal di Principe di cui era contitolare.

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