Cannes: da Panahi a Van Sant, le sorprese

Roma 8 MAG E' passato un – Roma, 8 MAG – E' passato un anno da quando la sedia vuota del giurato Jafar Panahi commosse il mondo e spinse il festival di Cannes ad alzarsi in piedi per tributare un omaggio sincero al cineasta iraniano processato per la sua liberta' di pensiero. 12 mesi dopo, a sentenza pronunciata (detenzione e inibizione a fare il proprio lavoro), Cannes non dimentica, anzi riprende la fiamma della lotta per la liberazione degli intellettuali iraniani tenuta alta nel frattempo dalla Mostra di Venezia (Giornate degli Autori) e dalla Berlinale (invito in giuria e omaggio a Panahi). Cosi', mentre la Quinzaine des Re'alisateurs dedica il suo premio alla carriera, la Carrosse d'or, al regista di ''Off Side'', la selezione ufficiale annuncia una doppia, spettacolare anteprima: se nel programma di Un Certain Regard si vedra' infatti in anteprima assoluta ''Au revoir'' di Mohammad Rasoulof (cineasta a sua volta ridotto al silenzio almeno per l'ufficialita'), il Festival annuncia nella sua selezione ufficiale ''Questo non e' un film'' girato in clandestinita' nei mesi scorsi da Mojtaba Mirtahmasb e tutto imperniato sulle giornate da ''recluso'' di Jafar Panahi che lo firma da co-regista. C'e' da scommettere che il film fara' il giro del mondo dopo l'anteprima sulla Croisette e diverra' il simbolo di quest'edizione della kermesse francese. Come ogni anno il programma delle sezioni parallele del Festival di Cannes passa in secondo piano nei discorsi della vigilia rispetto ai fuochi artificiali della competizione ma e' facile scommettere che dopo due settimane di indigestione cinefila, sara' proprio qualcuno dei titoli meno scontati a calamitare l'attenzione e almeno uno dei cineasti che approdano sulla Croisette da sconosciuti ne uscira' con i galloni della gloria. Mentre e' difficile scommettere sugli esordienti della Semaine de la Critique e su quelli che cercheranno di conquistare la ''Camera d'or'' che premia il miglior regista esordiente, e' facile orientarsi tra gli autori noti che per originalita' di linguaggio. Cosi' si segnala che della debordante pattuglia francese che l'associazione dei cineasti francesi porta alla Quinzaine, fa parte anche il veterano Andre' Techine' con ''Imperdonabili''. Il film batte anche bandiera italiana (come accade ormai da anni a Techine') e rafforza quindi una piccola squadra tricolore che scommette molto sull'esordio di Alice Rohrwacher con ''Corpo celeste''. Altri autori da tener d'occhio nella stessa sezione sono senz'altro Duane Hopkins (''Cigarette at night''), Bouli Lanners (''I giganti''), la messicana Natalia Almada con''El Velador'' filmato nel mondo dei narcos, Urszula Antoniak con il pruriginoso ''Codice Blu''. Nomi piu' noti, potenzialmente tutti degni del concorso, si ritrovano invece a contendersi il premio di Un Certain Regard, vero laboratorio linguistico ed espressivo cui in questi anni Cannes ha affidato il compito di preparare in laboratorio il cinema di domani. Qui si ritrova una robusta squadra di ''soliti noti'' dalla patente autorale certa: il coreano Kim Ki-duk (''Arirang''), il francese Bruno Dumont (''Hors Satan''), il veterano Robert Gue'duguian (''Le nevi del Kilimagiaro''), il rumeno Catalin Mitulescu (''Loverboy''), il coreano Hong Hsang-soo (''The Day He Arrives''). E naturalmente il piu' atteso, quello destinato probabilmente a sorprendere piu' di tutti, ovvero Gus Van Sant con il misterioso ''Restless''.

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