ROMA 9 MAG Forse non sara – ROMA, 9 MAG – Forse non sara' un caso se dei tre lungometraggi che approderanno al Festival di Cannes in questa 64/ma edizione che parte mercoledi', ce ne sono ben due ('Habemus Papam' e 'Corpo celeste') legati al tema della religione, del Cristianesimo. A dare invece al nostro cinema sulla Croisette un tocco di internazionalita' ci sara' Paolo Sorrentino che corre per la Palma d'oro con un film 'This Must Be The Place' girato in inglese con protagonista Sean Penn nei panni di un ex musicista dark. Quello stesso Sorrentino pero' che solo nel 2008 aveva vinto il Premio delle Giuria proprio a Cannes con 'Il divo', storia ispirata a un politico molto italiano come Giulio Andreotti, mentre Matteo Garrone aveva conquistava il Grand Prix con Gomorra , una storia di camorra che ben rientra in un certo immaginario che hanno di noi all'estero. Nanni Moretti, amatissimo dai francesi, torna a Cannes con un film di segno opposto a 'Il Caimano', ma con un 'Habemus Papam', storia di un neo Papa in crisi (Michel Piccoli) che ha diviso fan, pubblico e critica, ma non piu' di tanto. Di fatto il regista di Ecce bombo porta nella cattolica Francia e davanti a un pubblico internazionale un prodotto pieno del fascino aggiunto della Chiesa e dei suoi rituali e lo fa con un Michel Piccoli che sembra aver messo in questo personaggio lo spaesamento dei suoi ottantasei anni. ''Con This must be the place vorrei mettermi in gioco autobiograficamente'' ha detto invece piu' volte Sorrentino. Aggiungendo poi ''questo film racconta anche un rapporto tra molte lacune tra un padre e un figlio, come e' stato forzatamente il mio con mio padre''. Il film che si annuncia ad alto contenuto musicale (e' stato coinvolto quel genio che e' David Byrne), ha come protagonista Sean Penn (proprio il presidente di giura a Cannes che lo aveva premiato nel 2008) nei panni di una rockstar on the road che ricorda esplicitamente il leader post-punk dei Cure, Robert Smith. Lontana dal concorso Alice Rohrwacher (sorella di Alba), infine, con 'Corpo celeste' (Quinzaine des Realisateurs) terzo lungometraggio italiano sulla Croisette, sorpassa abbondantemente 'a sinistra' 'Habemus Papam' di Moretti. Motivo di questo virtuale sorpasso? Il fatto che 'Corpo celeste' racconta di una ragazzina tredicenne, Marta, alla prese con una cresima da vivere in una spartana quanto incomprensibile Reggio Calabria dopo dieci anni passati in Svizzera insieme a madre sorella (tutti emigrati di ritorno). Qui in Calabria la ragazzina, inquieta e selvatica, vivra' i turbamenti di un corpo che cresce mentre viene educata da una mite catechista alla religione cattolica tra compagne che gia' si atteggiano a veline e un sacerdote, Don Mario che utilizza, quasi con rassegnazione o come un'abitudine, il voto di scambio per fare carriera. Il vescovo che rappresenta la Rohrwacher e' poi mille miglia lontano dai Cardinali di Moretti. Ha un atteggiamento cinico, per nulla amabile e sembra davvero poco disponibile a giocare a palla a volo con i suoi colleghi. Ma per l'Italia non finisce qui. A Bernardo Bertolucci andra', come si sa, la Palma d'oro alla carriera. Il riconoscimento sara' consegnato al regista durante la cerimonia di apertura, la sera dell'11 maggio, davanti la giuria presieduta da Robert De Niro che Bertolucci scelse 35 anni tra i protagonisti di Novecento. Infine, 'La macchina ammazzacattivi' di Roberto Rossellini, 'Il conformista' di Bernardo Bertolucci e 'L'assassino' di Elio Petri sono alcuni degli appuntamenti, tutti italiani, di 'Cannes Classics' sezione di film restaurati o ritrovati che accompagna la selezione ufficiale. Per l'Italia poi c'e' Jasmine Trinca, prostituta per Bertrand Bonello nel film in concorso 'L'apollonide' e ancora Riccardo Scamarcio in 'Polisse' di Maiwenn.
