Carabinieri aggrediti, i compagni di scuola: "Matteo è un leader, ma non un bullo"

EMPOLI (FIRENZE) – Un leader si', ma un bullo no. Cosi' i compagni di scuola descrivono Matteo Gorelli, il diciannovenne arrestato lunedi' scorso dopo l'aggressione ai due carabinieri al posto di blocco di Sorano (Grosseto). Gli studenti dell'istituto tecnico industriale 'Galileo Ferraris' di Empoli sono disorientati. Gorelli e' il rappresentante di istituto. Studia per diventare perito chimico e frequenta il quarto anno della sezione T. A scuola lo conoscono tutti: ''Non aveva aderito a nessun partito – racconta un gruppo di ragazzi – era semplicemente un giovane che aveva affermato la sua leadership nella politica studentesca e nelle attivita' di protesta dei mesi scorsi. Se non ci fosse stato lui qui al 'Ferraris' non ci saremmo organizzati, non avremmo fatto niente''. ''Durante l'occupazione e l'autogestione si era dimostrato un ragazzo molto affidabile – proseguono altri due studenti – stava dietro alla gestione delle attivita', voleva essere certo della responsabilita' di tutti affinche' nessuno combinasse danni e tutto filasse liscio. Non ha mai picchiato nessuno. Era vivace come lo sono molti nostri coetanei''. ''Dispiace – spiegano – vederlo alla gogna in questo modo, viene descritto come un mostro, il peggiore di tutti. Persino il gip ha parlato di 'altissima pericolosita' del soggetto', ma non lo conosce fino in fondo. Ne e' stato fatto un ritratto che non merita, al di la' dell'ingiustificabilita' di cio' che ha fatto''.

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