BARLETTA – Non hanno pagato le tasse su 43 milioni di euro, parte dei quali, 27 milioni circa, li hanno fatti rientrare in Italia, da Panama e dalla Svizzera, con lo scudo fiscale che li ha 'ripuliti' anche penalmente. Si tratta di nove persone, imprenditori edili e del settore immobiliare, sette di Barletta e due di Andria, titolari di sei società, quattro delle quali hanno sede a Barletta, una a Bari e una ad Andria, accusati di evasione e frode fiscale e finiti agli arresti domiciliari. Sono amministratori, soci, titolari e fiduciari di societa' o imprese individuali che, fra il 2005 e il 2009, secondo l'accusa, hanno venduto 160 appartamenti maggiorando il prezzo ufficiale di vendita del 40 – 60% e costringendo gli acquirenti a pagare 'in nero' la differenza fra il prezzo ufficiale, in base al quale le banche erogano i mutui, e quello effettivo. Di fatto, un appartamento ufficialmente pagato 130.000 euro in realta' poteva costare all'acquirente fino a 270.000. Di questo la guardia di finanza del Gruppo di Barletta e del comando provinciale di Bari, che ha compiuto le indagini, coordinata dal pm del tribunale di Trani Michele Ruggiero, ha trovato traccia in 'movimenti' bancari degli acquirenti, corrispondenti ad altrettanti 'movimenti' dei venditori che, contestualmente gonfiavano conti correnti o investivano quel denaro o lo portavano all'estero facendone perdere traccia. I finanzieri hanno stimato che, al netto delle somme coperte da scudo fiscale, e cioe' su 15.500.000 di euro, la frode allo stato e' di 4.200.000 euro, recuperati col sequestro di diversi immobili di proprietà degli indagati o delle loro societa', a Barletta e anche uno a Gioia del Colle (Bari). Le indagini, che a maggio del 2010 portarono a diverse perquisizioni in uffici e societa' e al sequestro di documenti amministrativi e bancari importanti per l'inchiesta, sono partite in seguito a una denuncia televisiva, nel marzo del 2009, fatta da giornalisti della trasmissione tv 'Le Iene'. Tra i beni sequestrati, 17 immobili (appartamenti e locali commerciali) conti correnti, libretti di deposito, titoli e investimenti di natura finanziaria, tutti riferibili agli indagati e ai diretti familiari. Sinora ci sono 15 persone indagate, per reati diversi che vanno dalla frode fiscale continuata alla dichiarazione infedele e al favoreggiamento personale. Le persone arrestate sono due donne e sette uomini. Tra loro, una coppia di coniugi andriese, Luigi Scarcelli, di 67 anni, e Giovanna Piazzolla, di 64. Gli altri sette sono tutti di Barletta: Gennaro e Flora Ziri, padre e figlia, di 67 e 42 anni, Giuseppe e Alfonso Prascina, padre e figlio, di 78 e 41 anni, Carmine Massimiliano Castagnaro, di 40 anni, Antonio Chiarazzo, di 63, e Antonio Maria Di Bari, di 51 anni.