CATANIA – Un 'invito a comparire' e' stato fatto notificare dal legale di Bruno Contrada al presidente del Tribunale penale di Termini Imerese (Palermo) Alfredo Morvillo, al procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, e al procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia, nell'ambito di indagini difensive sull'ex funzionario del Sisde che sta scontando, agli arresti domiciliari, 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa. L'iniziativa dell'avvocato Giuseppe Lipera rientra nell' ambito di attivita' investigative per la revisione della condanna definitiva subita da Contrada previste dall'ex art. 391 bis del Codice di procedura penale. L'incontro e' previsto per il prossimo 26 maggio nello studio del penalista a Catania. Se i magistrati, come nelle loro possibilita', non aderiranno all' invito il legale potra' chiedere alla Procura di Caltanissetta, che dovra' valutare se esistano i presupposti, di sentirli nell'ambito di un incidente probatorio. La citazione dei tre magistrati, motiva nell''invito a comparire' il penalista, scaturisce da un episodio riportato nell'ultimo libro di Ingroia, 'Nel labirinto degli dei: storie di mafia e antimafia', nel quale il magistrato parla anche di Vincenzo Scarantino, il pentito che si era autoaccusato di avere organizzato il furto della Fiat 126 utilizzata come autobomba nella strage di via D'Amelio. Il pentito aveva fatto ''nuove accuse a carico di Bruno Contrada'' e la Procura di Palermo ''diede incarico alla polizia giudiziaria di fare indagini'', ma ''l'esito fu sconfortante''. Cosi', si legge nel libro del pm, le sue dichiarazioni ''non furono mai utilizzate''. Secondo l'avvocato Lipera il mancato versamento dell'atto istruttorio nel fascicolo del pm avrebbe ''impedito alla difesa di esercitare le azioni che avrebbero potuto chiarire il contesto in cui stava maturando tutta la vicenda giudiziaria e di usare ogni strumento utile per fare emergere la verita'''.