ROMA – A 25 anni dalla tragedia di Chernobyl alcune delle conseguenze sulla salute fisica di coloro che sono stati colpiti cominciano a delinearsi, ma molto deve essere fatto ancora per capire soprattutto quelle psicologiche. Lo afferma un editoriale della rivista Clinical Oncology, che dedica un numero speciale all'anniversario dell'incidente avvenuto il 26 aprile del 1986. "La tragedia ci ha dato un'opportunita' unica per verificare gli effetti dell'esposizione alle radiazioni – spiega Gerry Thomas dell'Imperial College di Londra – una prima osservazione che puo' essere fatta e' che ci si aspettavano molti casi di leucemia, che invece non si sono verificati, mentre c'e' stata una drammatica ascesa di tumori della tiroide soprattutto nei bambini". Le cifre sugli effetti del disastro sulla salute sono divergenti: un rapporto dell'Onu ha stimato in circa 4mila i casi di cancro della tiroide direttamente ricollegabili alle radiazioni, mentre per gli altri tumori solidi l'aumento dell'incidenza stimato e' del 3%, anche se gli esperti ammoniscono sul fatto che e' difficile valutare l'impatto correttamente a causa del fatto che i tumori si manifestano dopo molti anni e anche per cause legate allo stile di vita peggiore dopo l'incidente. Alcune associazioni ambientaliste hanno contestato questi dati, giudicandoli sottostimati. "Oltre agli effetti fisici vanno studiati piu' approfonditamente anche quelli psicologici dovuti all'incidente – continua Thomas – la paura degli effetti delle radiazioni puo' essere altrettanto importante per la societa', ed e' fondamentale dare un'immagine esatta della gravita' dell'incidente per evitare paure incontrollate".
