«Il volume complessivo degli interventi chirurgici è calato del 20%. Si parla sia di operazioni di carattere prettamente estetico, ritenute superflue in fase di crisi economica, ma anche di piccoli interventi “funzionali” per la salute, ritenuti secondari e quindi posticipabili». È il quadro presentato da Mariano Bormioli, direttore dell’Unità operativa complessa di chirurgia plastica ricostruttiva all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona) e presidente uscente della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre).
Nonostante le nuove scelte da parte delle donne in materia di estetica «la chirurgia plastica ha resistito segnando un incremento annuo del 5% con alcune differenze fra Nord e Sud». La popolazione femminile del Meridione non rinuncia alle operazioni di ritocco, a differenza di quella del settentrione.