Cia spiava Bin Laden da mesi

NEW YORK 6 MAG Ad Abbottabad B – NEW YORK, 6 MAG – Ad Abbottabad Bin Laden ha avuto per mesi agenti della Cia a pochi metri da lui. Invisibili, lo hanno spiato 24 ore su 24 per giorni, settimane, mesi, da una casa presa in affitto ad Abbottabad e segretamente trasformata in una base Cia dotata di materiale sofisticatissimo: telecamere a raggi infrarossi, microfoni direzionali per captare le voci a distanza, radar satellitari per per cercare eventuali tunnel. Lo hanno riferito oggi Wahington Post e New York Times che, citando fonti della Cia, hanno fornito ulteriori dettagli sull' operazione Bin Laden, cominciata fin da luglio scorso con l'individuazione e il pedinamento del 'corriere' di Bin Laden, Sheikh Abu Ahmed (nome di battaglia Abu Ahmed al-Kuwaiti). Seguendo lui, gli agenti della Cia sono risaliti a quello strano compound di Abbottabad, hanno preso in affitto una casa da cui si vedeva l'edificio sospetto e per mesi hanno cominciato un attivita' di osservazione estenuante. L'hanno condotta 24 ore al giorno per mesi, nel piu' assoluto segreto,facendo attenzione ad essere 'invisibili' non solo – come e' ovvio – agli occhi di coloro che stavano spiando, ma anche agli occhi dell'intelligence pakistana, rimasta all'oscuro di tutto. ''Si e' trattato di un lavoro fisicamente penoso – hanno riferito le fonti Cia ai due quotidiani Usa – che ha fornito materiale prezioso, il miglior dal 2007''. Protetti da dietro a vetri a specchio, gli agenti per mesi hanno osservato gli spostamenti di tutti coloro che vivevano nell'edificio. In particolare hanno inviduato colui che hanno definito ''il camminatore'', un uomo alto che ogni giorno faceva brevi passeggiate all'interno del cortile. Hanno pensato si trattasse di Bin Laden. Ma nonostante i raggi infrarossi, le foto, i video, le voci captate, non sono mai riusciti ad avere la certezza che fosse lui. Finche', il giorno prima del blitz, lui e' stato individuato mentre si trovava al terzo piano dell'edificio, all'ingresso di una stanza. ''All'80 per cento'' era lui, e quella era senz'altro ''la miglior informazione di intelligence dal 2007''. Risaliva infatti a 4 anni prima l'ultima localizzazione attendibile di Bin Laden: Tora Bora, in Afghanistan. La Cia riteneva stesse organizzando un attentato su larga scala e per questo gli Usa si decisero quell'anno per un bombardamento massiccio. Non era necessaria l'autorizzazione del presidente Bush, l'Afghanistan era zona di guerra. Ma quando i bombardieri erano gia' in volo da Washington arrivo' il contrordine: Bin Laden non e' li', rientrare, il rischio di vittime civili e' troppo alto. Si ripiego' su un raid molto piu' contenuto. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dato l'ordine ai Navy Seals sulla base di un'intelligence analoga: ''all'80%'' Bin Laden e' li'. Con questa differenza: il Pakistan non e' zona di guerra, per l'operazione era necessario il suo via libera. Obama aveva prima ascoltato i pareri del suo consiglio di sicurezza, poi si era preso una notte per decidere, sapendo che in quella piccola citta' del Pakistan ''forse'' c'era Bin Laden: ''60-80 possibilita' su 100 che fosse lui''. Venerdi' 29 aprile ha chiamato l'ammiraglio William McRaven, responsabile delle Forze Speciali, per dirgli: ''It's a go''. E domenica 1 maggio, visibilmente teso, ha visto dalla Situation Room i Navy Seals entrare in azione.

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