Ciampi: "In Italia decadimento morale

ROMA – ''Assistiamo a un decadimento morale, sia nell'etica individuale che nell'etica istituzionale''. Lo dice in un colloquio con La Stampa il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sottolineando che se in Italia, ma non solo, manca l'integrita' di persone e istituzioni allora ''manca tutto'' e ''prevale la logica del successo immediato misurato in termini di successo puramente economico''. La ''zoppia'' di cui ha sofferto l'Europa, spiega, non e' l'euro, ma deriva dal fatto che la moneta unica non e' stata accompagnata da ''una politica economica europea''. ''L'eurogruppo – afferma – non si e' mai istituzionalizzato, non ha mai assunto poteri decisionali cui tutti debbano adeguarsi''. E poi, prosegue, ''a una crisi mondiale, definita epocale, si e' risposto con misure congiunturali''. La ''colpa'' della crisi per Ciampi non e' certo nelle persone di Merkel, Sarkozy o Berlusconi, dice spiegando che al momento della firma del Trattato europeo del 2004 furono fatti due errori: "Anzitutto avremmo dovuto fare prima il nuovo trattato e poi aprire ai paesi nuovi", in secondo luogo il documento era "troppo lungo e senza nerbo". Ma per il presidente emerito nei leader attuali ''e' mancata la visione, e' mancato un respiro veramente europeo. In questo c'e' colpa, una mancanza di principi''. Ricordando la figura del cancelliere Kohl, Ciampi sottolinea che ''al confronto degli uomini di oggi erano dei giganti''. Andarsene dall'Europa ''non e' possibile'', prosegue, ''e se fosse possibile, avremmo in Italia una decadenza, prima economica e poi morale. Immaginiamo che cosa sarebbe l'Italia da sola nel vasto mare dell'economia globale!''. Anche l'euro e' una ''strada di non ritorno. Fatto l'euro, non si puo' piu' tornare indietro. Piuttosto bisogna andare avanti. Per questo ci vogliono le persone giuste, ispirate da giusti valori''.

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