PALERMO – Vito Ciancimino vedeva in Antonio Fazio, ex governatore di Bankitalia, ''una persona garante, una persona che a 360 gradi avrebbe potuto garantire l'equilibrio di quello che lui chiamava il sistema, una persona super partes''. A dirlo e' il figlio di Vito Ciancimino, Massimo, interrogato dai pm palermitani il 12 luglio scorso, commentando la lettera a Fazio scritta, secondo Ciancimino jr, nel 1992. Questi atti sono stati depositati nel processo al generale Mario Mori, accusato di favoreggiamento aggravato alla mafia. Ciancimino dovrebbe testimoniare martedi' prossimo per la seconda volta nel processo, ma dopo il suo fermo di questa mattina per calunnia nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni de Gennaro la sua deposizione e' in dubbio. Nella lettera Vito Ciancimino scrive che ''gia' nel 1984'' si decise ''di armare la mano giudiziaria del giudice Falcone al fine di eliminarmi dalla scena politica. Si era decida una vera e propria epurazione che fu interrotta solo grazie al suicidio dell'on. Rosario Nicoletti''. Dopo appare il nome di Gianni de Gennaro. ''In quel preciso momento i notabili della Dc decisero di fare quadrato intorno alla morte del segretario regionale. Gli stessi che poi mi inviarono tramite il conte Vaselli il dott. De Gennaro, sia per prepararmi al triste evento, sia per controllare le eventuali reazioni e i danni che il mio arresto avrebbe potuto arrecare al loro nuovo disegno''.
