New York (Usa) – Parlando a margine del Giro della California, Hincapie ha detto: "E' un peccato che tutti parlino adesso. Io non ho intenzione di partecipare a qualsiasi tentativo di distruzione del ciclismo. Ho fatto sempre del mio meglio e voglio che ci sia sempre più attenzione sul sul futuro di questo sport e su quello che viene fatto per renderlo pulito. Credo che nel ciclismo e voglio sostenerlo". Successivamente Hincapie ha rilasciato anche un comunicato stampa attraverso il suo avvocato, in cui ha detto: "Posso confermare che non ho mai parlato con '60 Minutes'. Non ho idea di dove abbiano preso le loro informazioni. Come ho detto in passato, continuo ad essere deluso che la gente stia parlando del passato invece che del ciclismo del futuro. Per quanto riguarda tutto ciò che è stato detto nel programma '60 Minutes', non posso commentare nulla per via delle indagini in corso". Il legale di Armstrong, Mark Fabiani, ha sua volta ha dichiarato: "Non abbiamo modo di sapere cosa sia successo nel gran giurì e quindi non posso commentare su queste rivelazioni anonime". Le rivelazioni di Hamilton e Hincapie sono arrivate a un anno di distanza dalle ammissioni di Floyd Landis. Il vincitore del Tour del 2006, poi revocato, come i suoi due ex compagni aveva dapprima sempre negato ogni forma di doping, per poi confermare e coinvolgere in prima persona anche Lance Armstrong.