PECHINO – E' stata la vendetta per essere stato licenziato a scatenare la vendetta di un ex bancario, che stamattina ha lanciato una bomba molotov in una sala riunioni della sua ex banca, ferendo 39 persone. Erano circa le 08:30 locali del mattino quando Yang Xianwen, 39 anni, ha deciso di vendicarsi dei suoi ex colleghi della Banca Rurale di Credito Cooperativo di Wuwei, nella contea autonoma tibetana di Tianzhu, nella provincia nord occidentale cinese del Gansu, chiusi nella stanza per una riunione. Yang era stato licenziato un mese fa per aver sottratto dei soldi dalle casse della banca, come ha spiegato in un comunicato il governo della contea sul proprio sito web. La polizia ora e' sulle sue tracce dell'attentatore, mentre in ospedale si cerca di salvare la vita ai feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. Secondo l'agenzia Nuova Cina, il totale dei feriti sarebbe di 39 persone, dei quali 6 molto gravi; altre fonti parlano invece di una sessantina di feriti con almeno 19 gravi. Testimoni hanno raccontato che subito dopo l'esplosione, le fiamme si sono sprigionate all'interno della struttura di quattro piani che ospita la banca, tanto che alcuni dipendenti, per sfuggire al fuoco, si sono lanciati dalle finestre del palazzo di quattro piani. Sul posto e' giunta la polizia e le ambulanze. All'inizio gli agenti hanno puntato il dito contro i tibetani, che in zona rappresentano la maggioranza della popolazione. Ma successive indagini hanno fatto emergere il movente della vendetta personale. Dopotutto, di un attentato del genere non si e' mai resa protagonista la minoranza tibetana. Gli agenti sono sulle tracce di Yang Xianwen e stanno facendo terra bruciata intorno a lui. In un precedente attentato, il mese scorso a Pechino, un giovane aveva fatto esplodere un ordigno, che aveva costruito seguendo le istruzioni su internet, ferendo un americano dinanzi ad un bar, per protestare contro l'ingiustizia del sistema sociale.