Pechino (Cina) – Poco dopo che il famoso architetto e attivista cinese Ai Weiwei è stato fermato da due agenti all'aeroporto internazionale di Pechino mentre cercava di prendere un volo diretto a Hong Kong, la polizia è arrivata nel suo studio della capitale con un mandato di perquisizione e ha portato via diversi membri dello staff di Weiwei dicendo di doverli interrogare. Intorno all'ufficio sono stati visti una dozzina di poliziotti in borghese e uno di loro ha detto ad un cameraman di Associated Press di smettere di filmare e allontanarsi dalla zona. Provando a contattare la stazione di polizia in cui erano stati portati i collaboratori di Weiwei, un uomo che ha risposto al telefono ha detto che avrebbe chiesto informazioni sul caso, ma subito dopo ha riattaccato e successivamente il telefono ha squillato a vuoto. Ai Weiwei, artista contemporaneo che ha recentemente messo in mostra le sue opere alla galleria Tate Modern di Londra ed è famoso per essere tra gli ideatori dello stadio a nido d'uccello di Pechino, era stato fermato anche lo scorso novembre mentre stava per salire su un volo diretto a Seul. Quell'episodio era arrivato dopo che Ai era stato invitato a partecipare alla cerimonia di premiazione dei Nobel a Oslo per rendere omaggio al dissidente cinese Liu Xiaobo, che sta scontando una pena di 11 anni di carcere per sovversione. Quella volta la polizia lo aveva bloccato al gate per l'imbarco, con un foglio scritto a mano in cui si diceva che avrebbe potuto causare danni alla sicurezza nazionale se fosse uscito dal Paese.