Roma – Sulla tavola della Pasqua non deve mancare l'agnello secondo 6 italiani su 10 (59%) che lo considerano l'alimento più rappresentativo della festività davanti alla colomba, alle uova di cioccolato e a quelle vere. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base dell'indagine Fipa/Axis in riferimento al pranzo di Pasqua, che l'84% degli italiani trascorrerà in casa propria o di parenti e amici, per una spesa complessiva per il pranzo stimata in 1,3 miliardi di euro. Nelle case, nei ristoranti e negli agriturismi si consumeranno complessivamente – sottolinea la Coldiretti – circa 15 milioni di chili di carne di agnello venduta dagli allevatori a prezzi stabili rispetto allo scorso anno e servita a tavola nelle classiche ricette al forno, arrosto con le patate, al sugo o brodettato. Le festività pasquali rappresentano anche l'occasione – precisa la Coldiretti – per recuperare i piatti storici della transumanza (in Abruzzo agnello cacio e ova, il molisano agnello sotto il coppo, nel Lazio l'abbacchio alla scottadito) con l'effetto di consentire la sopravvivenza di un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione e vantaggio della biodiversità del territorio. Tuttavia la metà della carne di agnello in vendita durante il periodo pasquale rischia di essere importata, soprattutto dai paesi dell'est, all'insaputa dei consumatori e spacciata come Made in Italy perché non è stato ancora introdotto l'obbligo di indicare l'origine in etichetta previsto dalla legge nazionale sostenuta dalla Coldiretti ed approvata all'unanimità dal Parlamento all'inizio dell'anno.
