BOLOGNA – ''Se avessi davanti a me il manuale Cencelli, lo straccerei''. Ha scelto una chiara immagine politica il segretario del Pd di Bologna, Raffaele Donini, per assicurare che non verranno fatte pressioni sulle scelte del nuovo sindaco di Bologna, Virginio Merola. Il giorno dopo la vittoria certificata a notte fonda, Donini, stanco ma soddisfatto, ha fatto il punto con la stampa. Nella definizione della Giunta, e anche nelle successive decisioni, a Merola andra', ha spiegato, ''garantita piena autonomia e indipendenza dai partiti''. Perche' ''e' espressione del Pd, ma da oggi ogni rapporto di rappresentanza ce l'ha con i cittadini di Bologna''. Anche se poi il partito ''non rinuncera' mai ad un indirizzo programmatico in una interlocuzione positiva'' con il sindaco. Per la squadra, il consiglio e' di scegliere ''la qualita' e le nuove generazioni''. Soprattutto, la vittoria di Merola, arrivata dopo ''la ferita'' delle dimissioni di Flavio Delbono e i 16 mesi di commissariamento, ha ''l'ambizione di riportare a Bologna la politica'', ha proseguito il segretario. Che ha rivendicato la scelta delle primarie: ''Sono state il Rubicone che ha arginato le velleita' del centrodestra bolognese''. Da quel momento ''il centrosinistra si e' compattato, mentre loro si sono sfasciati''. L'impegno del Pd, quindi ''socio di maggioranza che rappresenta il 70% della coalizione'', e' quello di mantenere vivo e unito il tavolo, anche con chi non e' rappresentato in consiglio comunale''. No al linguaggio che parla di ''rapporti di forza'', si' invece a ''condivisione e unita'''.