Comunali Milano; Moratti contro Pisapia

MILANO – Dopo 18 anni di dominio incontrastato del centrodestra, per la prima volta a Milano l'esito delle elezioni comunali e' tutt'altro che scontato. LETIZIA MORATTI, il sindaco dell'Expo e del ticket antismog sostenuta dal Pdl e dalla Lega, non ha la vittoria in tasca e il 'vendoliano' GIULIANO PISAPIA, dopo l'inatteso successo alle primarie e' pronto a darle filo da torcere, agitando lo slogan ''Il vento cambia davvero''. Nessun sondaggio assicura una vittoria al primo turno e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha ben compreso la posta in gioco nella sua citta'-feudo: si e' candidato come capolista del Pdl e ha trasformato le elezioni in un test per il governo. A complicare i pronostici ci sono due incognite sul campo che potrebbero rivelarsi decisive: il Terzo Polo da una parte e i grillini dall'altra. La coalizione centrista ha schierato il finiano ex forzista MANFREDI PALMERI che ha impostato tutta la sua campagna in chiave anti-Moratti e dentro Futuro e Liberta' c'e' chi, come Italo Bocchino, e' pronto a non appoggiare il centrodestra al ballottaggio. Sull'altra sponda il movimento di Beppe Grillo si e' affidato a un candidato ventenne, MATTIA CALISE, che potrebbe erodere una preziosa fetta di consensi al centrosinistra, soprattutto tra l'elettorato giovanile. Solo dopo le parole di Silvio Berlusconi che ha caricato le elezioni di un significato politico nazionale, la campagna di Milano e' entrata davvero nel vivo. E proprio in concomitanza con il comizio del premier a Milano, il 17 aprile e' scoppiato il caso della candidatura nel Pdl di Roberto Lassini, l'autore dei manifesti anti-pm ''Via le Br dalla Procure'' che ha scatenato un vero terremoto nel centrodestra con l'inevitabile coda di accuse incrociate e colpi bassi tra i partiti. Fino ad allora la gara preelettorale era rimasta infatti in una fase dormiente, con i candidati impegnati a studiarsi e a lasciar parlare gli slogan. Grazie alle imponenti risorse personali, Letizia Moratti ha messo in campo un battage pubblicitario senza precedenti, inondando la citta' di manifesti con lo slogan ''Stiamo lavorando'' e la promessa di concludere il lavoro non terminato in questi cinque anni. Pisapia, dopo mesi di silenzio per permettere al Pd di raccogliere i cocci del patatrac delle primarie, si e' invece buttato pancia a terra in una campagna low cost, presentandosi come ''la forza gentile che puo' cambiare Milano''. In queste settimane Milano tornera' a essere palcoscenico per i big della politica, da Berlusconi a Bossi, da Grillo a Vendola, da Bersani a Casini: segno che i partiti hanno compreso che alle elezioni del 15 e 16 maggio a Milano si giocano tutti un pezzo del loro destino.

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