Comunità Sant'Egidio contro Alemanno: "Non sa gestire l'emergenza rom"

ROMA – E' una Roma che sta per esplodere sotto la pressione del crescente numero dei senza fissa dimora: 22.000 persone a fronte di una capacita' di accoglienza della meta'. Il sindaco Alemanno risponde alle critiche della Comunita' di Sant'Egidio che oggi lo ha attaccato sui provvedimenti presi nei confronti di Rom, tunisini e nord africani in genere. Non piace alla Comunita' di Sant'Egidio che allontanamenti e sgomberi siano stati fatti nel ''cuore della settimana Santa che precede la Pasqua, alla vigilia della beatificazione di Giovanni Paolo II. Non si intravede una 'politica' e di certo una politica di accoglienza e umanita' – affonda la nota – all' altezza del ruolo di Roma e delle sue responsabilita' nazionali e internazionali'', un ''segnale grave, di assenza di idee, di incapacita' di visione, di errato messaggio inviato alla cittadinanza, che incoraggia chiusura e durezza immotivate''. Le richieste al sindaco da parte della Comunita' sono state chiare: interrompere gli sgomberi di rom senza un'alternativa; gestire la situazione degli immigrati nordafricani, tenendo conto del contesto nazionale ed internazionale e che si tratta di profughi con regolare permesso di soggiorno, e di dotare la citta' di Roma (e il contesto metropolitano e regionale) di Centri transitori di accoglienza. Per il sindaco Alemanno queste valutazioni sono ''lontane dalla realta'''. E sgrana i numeri di una situazione allarmante: ''i richiedenti asilo e i rifugiati politici a Roma, gia' prima dell'emergenza nord africana, erano più di 8.000 a fronte di una capacita' di accoglienza massima di 1.600 posti. Il numero di nomadi, oltre ai 3.400 abitanti all'interno dei campi autorizzati, assomma anche 1.600 abitanti in campi tollerati e 2.500 (insieme con immigrati comunitari) in campi abusivi''. Il sindaco parla anche del Piano Nomadi che ''prevede un allargamento dell'accoglienza a 6.000 persone in campi autorizzati''. Inoltre, spiega che questa linea e' ''condivisa con la Prefettura di Roma e oggetto di un continuo confronto con molte organizzazioni del terzo settore e cattoliche''. Non nomina Sant'Egidio la governatrice del Lazio Renata Polverini, che manda indirettamente un messaggio al sindaco: ''Se cominciamo a entrare nell'ordine delle idee che queste persone, ricevuto il permesso sono liberi cittadini ai quali noi dobbiamo solo garantire un'assistenza e finche' non lavorano, se lo vogliono, anche la possibilita' di mangiare e dormire, allora diventa tutto piu' semplice. Noi ci stiamo attrezzando in questo modo, quelli che poi vogliono andare via, troveremo il modo per aiutarli, come gia' fatto stanotte. Forse anche dal punto di vista comunicativo – ha concluso – bisogna abbassare un po' i toni, e mettersi a lavorare''. Compatto il Pdl a difesa del sindaco: ''Roma non puo' fare di piu''', chiosa l'assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso''; le fa eco il vice coordinatore del Pdl Lazio Alfredo Pallone secondo il quale ''e' stata la cultura del veltronismo ad aver aperto le porte a flussi continui e indiscriminati di profughi e rom''. Dal centrosinistra dure le critiche ad Alemanno: ''Nella sua strategia da 'sceriffo' fallito non trova di meglio che prendersela addirittura con la Comunita' di S.Egidio – spiega il segretario del Pd Roma Marco Miccoli. Intanto, l'emergenza non sembra rientrare e a questa si aggiungono altri problemi. A piazzale Ostiense e' tornata la tendopoli degli afgani, come segnala il Pd Roma. Il segretario Miccoli sara' li' per incontrare i profughi e chiedere risposte puntuali sulle inadempienze del Comune nell'accoglienza dei migranti, e chiarimenti sulla gestione dei fondi.

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