Concerto di pace a Gaza, nuova sfida Barenboim

GERUSALEMME 2 MAG Prendete uno dei piu' il – GERUSALEMME, 2 MAG – Prendete uno dei piu' illustri direttori d'orchestra del pianeta. Aggiungete una cinquantina di musicisti provenienti da compagini di livello mondiale (inclusa quella della Scala). E trasferite tutti per qualche ora nella Striscia di Gaza: limbo palestinese, controllato dal 2007 dagli islamico-radicali di Hamas, laddove s'affollano – isolati dal resto del mondo – un milione e mezzo di persone. Ecco servita l'ultima sfida di Daniel Barenboim, bacchetta israelo-argentina celebre per il genio musicale, l'adesione alla causa della pace, l'inossidabile e urticante anticonformismo. Gli ingredienti sono quelli d'un evento del tutto inedito. Un concerto da grand soiree teatrale in una sala attrezzata alla meglio in capo al mondo, e in pieno giorno, in quella sorta di galera a cielo aperto che e' Gaza. Ad annunciarlo e' stato oggi a sorpresa un comunicato dell'Onu: accompagnato da una dichiarazione del maestro, ideatore in prima persona e motore dell'iniziativa. L'esibizione e' prevista per domani, in tarda mattinata, nella modesta sede del Museo Archeologico di Gaza, ospitato in una sorta di centro culturale che sorge nelle vicinanze del campo profughi di Shaati. Barenboim vi dirigera' un'ensamble – radunata eccezionalmente per l'occasione e denominata 'Orchestra per Gaza' – della quale hanno accettato di far parte fra gli altri musicisti della Scala di Milano, della Filarmonica di Berlino o di quella di Vienna. Alla platea di questa terra di conflitti e di frontiera sara' offerto un programma imperniato su pagine di Wolfgang Amadeus Mozart. L'idea e' stata concepita ''in segno di solidarieta' e amicizia verso la popolazione civile di Gaza'' (sottoposta a forti restrizioni da parte di Israele dopo l'ascesa al potere di Hamas), ha spiegato lo stesso direttore d'orchestra in una nota. Il concerto sara' quindi seguito da un breve appello dal palco in favore della pace e della non violenza. La logistica, che esclude qualunque coinvolgimento di Hamas, e' stata curata da un pool di organizzazioni non governative (ong) e associazioni per i diritti umani palestinesi, in coordinamento con l'Unrwa – l'agenzia per l'assistenza ai rifugiati palestinesi guidata dall'italiano Filippo Grandi – e con l'ufficio dell'emissario Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Robert Serry. Per ragioni di sicurezza e capienza, l'affluenza sara' limitata a 300 invitati: esponenti della societa' civile di Gaza, giovani studenti di scuole di musica, rappresentanti di ong e uffici locali dell'Onu e un certo numero di persone comuni. Ma l'eco delle note del singolare appuntamento – che giunge a poche settimane dal rapimento e dall'assassinio nella Striscia del cooperante italiano Vittorio Arrigoni – appare assicurata su una scala ben piu' larga. Nato in Argentina da genitori ebrei russi e cresciuto in Israele, Barenboim – che ha anche il titolo di 'Messaggero di pace' dell'Onu e la cittadinanza onoraria palestinese – non e' d'altronde nuovo a gesti di rottura. Sia sul fronte del dialogo con il mondo arabo, sia su quello delle scelte culturali e artistiche. Fu lui a portare per primo in concerto nello Stato ebraico la musica di Richard Wagner (compositore prediletto da Hitler), raccogliendo le critiche d'alcuni sopravvissuti della Shoah e l'apprezzamento di altri. Ed e' stato ancora lui a promuovere nel 1999 con l'amico Edward Said, morto poi nel 2003, un'orchestra mista di giovani esecutori israeliani e palestinesi – l'Orchestra Divan – che da allora si e' esibita con successo in mezzo mondo. Le accuse d'inopportunita' (e le denunce di tradimento della destra nazionalista israeliana, che lo vede come fumo negli occhi), non mancheranno nemmeno domani: c'e' da scommetterci. Come c'e' da scommettere che anche questa volta non riusciranno a intimidirlo ne' a fargli cambiare idea.

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