ROMA – ''Non rinnego niente, non sono un pentito, non mi sono mai inginocchiato per chiedere perdono allo Stato: ma non sono un terrorista, sono un assassino. E lo saro' per sempre''. Pierluigi Concutelli ha passato la prima parte della vita ad uccidere i nemici di quella che lui chiama ancora oggi ''rivoluzione'', e la seconda sepolto in carcere da tre ergastoli, a difendere la sua figura di militante duro e puro, mai compromesso con servizi segreti e logge segrete. ''Non mi considero ne' innocente ne' colpevole, ma responsabile''. L'uomo che ha ammazzato il giudice Vittorio Occorsio, il 'Comandante' militare di Ordine Nuovo che getto' bombe a mano persino dai tetti delle carceri, il neofascista che strangolo' in carcere Ermanno Buzzi e Carmine Palladino perche' ''il loro essere delatori comportava la perdita di camerati'', ha cominciato la sua militanza nelle formazioni giovanili di destra a Palermo per arrivare, negli anni settanta, al vertice di quell'organizzazione fondata da Stefano delle Chiaie e Pino Rauti. Il primo arresto, ricorda Ugo Maria Tassinari sul suo blog 'Fascinazione', e' del 1969: lo sorprendono con altri camerati sulla collina di Bellolampo, a Palermo, mentre si addestra all'uso di mitra, pistole e bombe a mano. E' a Catania pero' che entra in contatto con gli ordinovisti passati in clandestinita', dopo la decisione di sciogliere il gruppo presa dal Viminale nell'autunno del 1973. Due anni dopo si candida con il Msi al comune di Palermo: ottiene 950 voti e non e' eletto. Sono comunque anni pesanti per l'estrema destra e la Spagna diventa il punto di riferimento sia per gli 'ordinovisti' sia per gli 'avanguardisti' di Stefano Delle Chiaie, nel frattempo uscito da ON. Il 'Comandante' frequenta quegli ambienti di Madrid ma all'inizio del 1976, dopo la rottura con Delle Chiaie per una questione sorta dopo una missione in Angola, se ne torna in Italia con una mitraglietta Ingram, in dotazione alla polizia madrilena: e' quella con cui uccidera' il giudice Occorsio. ''Il terrorismo – racconto' nel 2008 in un'intervista a La7 – giova solo al potere per demonizzare opposizione ed estremisti. Il terrorista e' chi mette una bomba sul treno, chi uccide senza rivendicare, chi diffonde paura. Io sono un stato un assassino, chi esercita la violenza per prevalere su una parte, e' un assassino. Chi lo fa dalla parte del potere e' un boia''. L'omicidio avviene il 10 luglio del 1976. Occorsio, dice ancora Concutelli, ''era un grosso spauracchio per noi, lo ritenevamo un esponente del partito di regime, un'arma democristiana''. Dunque non fu ucciso ''un simbolo, ma uno strumento'' del potere. ''Anche se era folle, anche se aberrante, era una scelta politica. Una scelta tragica, barbarica, ma pensata''. Per quell'omicidio non si e' mai pentito. Al figlio del giudice replico' cosi': ''Io posso sentirmi pieno di rammarico e di rimorso, che restano tutta la vita. Ma non posso accondiscendere a linciaggi, non mi gettero' mai cenere sul capo. Il pentimento e' una cosa estremamente sospetta perche' presuppone un'ipocrisia. Il rammarico e il rimorso sono fatti personali, che non ti mollano''. E non ci fu nulla di personale nell'assassinio nel carcere di Novara di Ermanno Bussi e Carmine Palladino (il primo coinvolto nell'indagine su piazza della Loggia, ma poi assolto, il secondo entrato nell'inchiesta sulla stazione di Bologna), due personaggi che, forse, avrebbero potuto far luce sulle stragi. Concutelli li strangolo' con un filo di nylon assieme a Mario Tuti. ''Rappresentavano una minaccia per l'organizzazione, il loro collaborare, il loro essere delatori comportava perdite umane. Mi costava adepti, camerati. E questo andava fronteggiato con l'unico sistema possibile''. Concutelli usci' dal carcere in semiliberta' per la prima volta nel 2001, 24 anni dopo l'arresto. Ma vi rientro' nel 2008 perche' sorpreso con dell'hashish e con un coltello. Dal 2009, dopo esser stato colpito da un'ischemia cerebrale, era ai domiciliari a casa del fratello a Portogruaro. Ora andra' da alcuni amici ad Ostia. ''Chi ritiene di essere un rivoluzionario – disse nell'intervista a La7 – e' una persona che deve combattere per convincere, non per vincere''. Ma a quelli che ancora inneggiano al 'Comandante', risponde cosi': ''La madre degli imbecilli e' sempre incinta''. .
