ROMA – Riparte il confronto, anche se le posizioni – innanzitutto sulla questione contrattuale – restano distanti. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, insieme al vicepresidente Alberto Bombassei, ed i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si rivedono tutti intorno allo stesso tavolo. Parlano di crescita, investimenti, riforma fiscale, rappresentanza e contratti. Sui primi punti, pur con dei chiari distinguo, le parti tentano il dialogo; che si fa piu' stringente sulla certificazione. Sulle vicende contrattuali ed il modello – separato – del 2009, la spaccatura non si ricuce. Su queste ''naturalmente si resta distanti. Per adesso non ci sono convergenze'', dice Bonanni al termine dell'incontro. ''Le differenze soprattutto sulle politiche contrattuali sono esattamente quelle che conosciamo. Non vedo una realistica possibilita' di uscita unitaria'', rincara Angeletti. ''Confindustria ha un'opinione sul modello contrattuale che da noi non e' condivisa e continua a non essere condivisa'', conferma Camusso, che pero' ''giudica utile l'incontro di oggi sull'affermazione comune, che poi deve essere tradotta, sulla misurazione della rappresentanza, la certificazione degli iscritti e l'insieme di questi con il voto delle Rsu''. Ed e' proprio la certificazione degli iscritti ''l'embrione'' della ''convergenza'', come la definisce Bonanni. Un tema su cui in tempi stretti le tre sigle sindacali dovrebbero incontrarsi, per arrivare ad una posizione comune e ritornare poi al tavolo con Confindustria. ''E' un obiettivo assolutamente a portata di mano, la Cisl e' pronta a fare un accordo'', sottolinea il numero uno di via Po. ''Questo sarebbe, se si concretizzasse, un avanzamento positivo'', riconosce il segretario generale della Cgil. ''Ci auguriamo – e' l'auspicio anche di Angeletti – che almeno sulla certificazione degli iscritti si possa passare a fatti concreti''. Poiche' la stagione contrattuale di secondo livello ''e' alle porte, non e' indifferente sapere ciascuno cosa rappresenta – afferma ancora Bonanni – per capire chi si prende la responsabilita' di fare cose o no''. Su tali contratti ''si decidera' azienda per azienda. Normalmente si fanno trattative tutti insieme e anche accordi tutti insieme. Poi c'e' qualcuno che devia..'', dice Angeletti. Sulle regole della rappresentanza, invece, la strada dell'intesa e' ancora lontana. ''Non si riesce a fare nessun passo in avanti, anzi, si rischiano passi all'indietro'', sostiene il leader della Uil. Dal confronto e' comunque emersa, secondo Camusso, ''la necessita' di ragionare insieme di investimenti e di come si costruisce l'uscita dalla crisi, perche' il nostro Paese e' uno dei pochi in Europa che non ha intrapreso la ripresa''.