ROMA – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, ha impugnato sei leggi regionali. SI tratta della legge finanziaria regionale per l'esercizio 2011 della Regione Veneto, delle "Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2011 in materia di entrate e di spese" della Regione Umbria, delle ''Norme sull'organizzazione dell'esercizio di funzioni e compiti amministrativi a livello locale. Soppressione delle Comunità Montane", della Regione Molise. L'esecutivo ha poi impugnato la legge regionale della Basilicata che prevede "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1° luglio 2008, n. 12'' e che riguarda il riassetto organizzativo e territoriale del servizio sanitario regionale, la legge regionale della Puglia n. 5 del 2011 che detta le "Norme in materia di Residenze sanitaria e socio-sanitarie assistenziali (RSSA), riabilitazione ed hospice e disposizioni urgenti in materia sanitaria". Infine e' stata 'bocciata' la legge della Provincia di Trento n. 7 del 2011 che contiene le "Modificazioni delle legge provinciale sui lavori pubblici, della legge provinciale sulla ricerca e della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino)". E' stata invece deliberata la non impugnativa per altre quindici leggi regionali: le leggi n. 3 e 4 del 2011 della Regione Lazio; la n. 4 del 2011 della Valle d'Aosta; la legge numero 5 della Valle d'Aosta, la legge regionale n.4 2011 della Puglia; le leggi regionale n.2 e n.3 del 2011 del Piemonte, la n. 3 e la n.5 dell'Umbria varate quest'anno, la n. 2 del 2011 dell'Emilia Romagna, la legge provinciale n. 6 della Provincia di Trento, la legge regionale n. 6 della Valle d'Aosta, la legge regionale n. 4 del Friuli, la legge n.12 della Toscana, la legge n.5 della Basilicata e la n.6 della Campania.