I principali editori europei hanno chiesto alla Commissione di Bruxelles di rafforzare la legge sulla protezione del copyright. In particolare, si vuole cercare di tutelare il lavoro svolto on-line contro chi usa le informazioni sul web senza pagare.
L’accusa va, in particolare, al lavoro dei siti e degli aggregatori di notizie che, secondo gli editori, «minano gli sforzi per sviluppare modelli di business on-line in un momento in cui lettori e pubblicità sono in calo dalle riviste e dai giornali cartacei».
Alcuni editori, come Rupert Murdoch, stanno pensando di introdurre sistemi di pagamento per le news, con lo scopo di tutelare la qualità e l’autorevolezza dell’informazione. Uno scenario che non entusiasma però il presidente di Iab (Interactive Advertising Bureau) Italia Layla Pavone: «È troppo tardi per fare pagare le notizie agli utenti, almeno se parliamo di internet. Sul web è difficile fare un passo indietro dopo quasi venti anni di notizie free. Personalmente non credo che l’informazione a pagamento possa avere un impatto positivo sui business model delle aziende editoriali».
