Crisi, Draghi: "Ancora rischi su ripresa, serve coerenza"

BRUXELLES 2 MAG La crisi non e' an – BRUXELLES, 2 MAG – La crisi non e' ancora finita. Lo ribadisce in maniera esplicita il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Lo conferma di fatto il suo probabile successore, Mario Draghi: la crescita economica c'e', ma ci sono ''rischi che ci accompagneranno probabilmente ancora per un po' di tempo''. Il governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability board (Fsb) – intervenuto a Bruxelles nell'ambito di un convegno organizzato dalla Commissione Ue per fare il punto sulla riforma finanziaria – elenca questi rischi: da una ripresa ancora diseguale a politiche economiche divergenti; dall'aumento dei debiti sovrani a quello dei prezzi; dagli ampi squilibri tra le bilance dei pagamenti alle pressioni sui tassi di cambio. E' soprattutto il livello dei debiti pubblici a preoccupare, perche' il fenomeno si intreccia strettamente con quello della persistente debolezza delle banche. Per questo – sottolinea Draghi – resta fondamentale l'attuazione rigorosa dei programmi di risanamento. Ma la strada per aggredire i rischi ed evitare nuove crisi passa anche per un rafforzamento della ''cooperazione globale'' tra l'Europa e tutti gli altri partner del G20, a partire dagli Usa. Insomma, per Draghi non si puo' andare in ordine sparso nell'attuare le nuove regole. ''Sono stati fatti grandi progressi – ribadisce Draghi – e oggi l'industria finanziaria e' completamente diversa da quello che era quattro anni fa''. Ma ci sono ancora delle ''resistenze che vanno superate''. Perche' fatte le nuove regole comuni e individuati i nuovi standard minimi, ''e' venuto il momento di cambiare le leggi'' nei singoli Paesi. Si tratta di un passaggio molto delicato e fondamentale, in cui – spiega il banchiere centrale – e' ''essenziale e decisivo'' assicurare ''coerenza a livello internazionale'', eliminando quelle ''discrepanze che potrebbero rovinare gli sforzi fin qui compiuti''. Discrepanze tra giurisdizione e giurisdizione che ancora oggi caratterizzano le riforme in alcuni settori: da quello dei derivati finanziari a quello degli hedge fund, a quello delle cosiddette 'shadow banking'. ''Serve la disponibilita' dei governi ad agire in maniera coordinata e ad adeguare la propria legislazione a quella degli altri'', non si stanca di dire Draghi. Da questo dipendera' la capacita' del sistema finanziario europeo e internazionale di reagire ai prossimi eventuali shock. Una delle priorita' assolute resta il risanamento del sistema bancario, ''ancora debole in Europa e nel resto del mondo''. Draghi si unisce agli appelli perche' l'esito della nuova ondata di stress test sulle principali banche Ue sia ''credibile e trasparente'': ''Ogni punto di debolezza del sistema dovra' essere prontamente aggredito''. Rassicurazioni in questo senso sono arrivate da Andrea Enria, presidente dell'Eba, la nuova Autorita' europea di vigilanza sulle banche: ''I dati degli stress test – ha spiegato nel corso di un'audizione al Parlamento europeo – sono gia' arrivati e li stiamo analizzando. Una squadra di esperti li vagliera' attentamente, banca per banca, e i risultati saranno pubblicati in giugno''. A questo punto, ''a partire da giugno ci saranno sei mesi di tempo'' per gli Stati membri in cui prendere ''azioni immediate'' per ricapitalizzare le banche che non avranno superato i test. Ma sia chiaro – sottolinea Enria – che i piani di intervento per ricapitaizzare le banche in sofferenza dovranno essere messi a punto subito, ''prima della pubblicazione dei risultati''. Dunque prima di giugno. Se cio' non avverra' – assicura il presidente dell'Eba – ''abbiamo in mano gli strumenti per essere sicuri che le necessarie decisioni siano effettivamente prese''.

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