Crisi. Juncker inciampa sul vertice segreto su Grecia e Portogallo: 'Ha mentito'

BRUXELLES – Da 'Mister Euro' a 'Mister Menzogna': piovono le critiche sul presidente dell'Eurogruppo, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, per aver ospitato venerdi' scorso un vertice d'emergenza su Grecia e Portogallo. Negandolo pero' fino all'ultimo istante. La notizia, infatti, era gia' rimbalzata nel pomeriggio di venerdi' su molti organi di stampa. Ma il portavoce di Juncker ha continuato a smentirla con tutte le forze, accusando i media di diffondere ''notizie false''. Un atteggiamento che per molti mina la credibilita' delle istituzioni europee, proprio nel momento in cui queste invocano la necessita' di recuperare trasparenza e fiducia. ''Raramente si sono visti politici agire in maniera cosi' irresponsabile'', scrive un quotidiano tedesco, sottolienando come venerdi' ''a Berlino, Bruxelles, Parigi, Roma e Lussemburgo i funzionari governativi si sono dimostrati recidivi, ingannevoli o semplicemente bugiardi''. L'irritazione e' montata soprattutto nelle capitali europee che si sono sentite escluse dal gran consulto. Infatti, ad essere convocati nottetempo in uno dei tanti castelli del Granducato – oltre al presidente della Bce Trichet e al commissario Ue agli affari economici Rehn – sono stati solo i ministri di quattro Paesi dell'Eurozona (Germania, Francia, Italia e Spagna). Nel tentativo di placare le polemiche, ancora oggi a Bruxelles si ripeteva come il formato della riunione era quello dei Paesi Ue del G20 (mancava pero' il Regno Unito). Ma oramai la frittata e' fatta. In Austria c'e' chi dipinge il premier del Lussemburgo – dal 2004 alla guida dei ministri della moneta unica – con l'epiteto di ''Maestro delle bugie''. Chi si puo' piu' fidare di lui?, si e' chiesto un giornale finlandese, sottolineando ''l'errore fatale'' di comunicazione che non fa che ''aumentare lo scetticismo dei cittadini verso le istituzioni europee''. Anche in Olanda il Parlamento ha criticato la scelta ''disastrosa'' del vertice segreto, giustificata poi con la formula del G20 definita un ''nonsenso''. In molti ricordano una recente battuta dello stesso Juncker: ''Sono un cristiano democratico, un cattolico. Ma quando la situazione si fa delicata, mento''. Una battuta che ora sembra trasformarsi in un boomerang.

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