Crisi, S&P: Riforme insufficienti a stimolare crescita

ROMA – Standard & Poor's ritiene che ''le misure strutturali attuate nel 2010 e quelle contenute nel Piano Nazionale di Riforma recentemente aggiornato non siano sufficienti a stimolare la crescita economica nel medio termine''. Inoltre, secondo quanto si legge nel comunicato dell'agenzia di rating, ''la crescente fragilita' dell'attuale coalizione di governo renda piu' impegnativa la tempestiva attuazione delle riforme strutturali piu' significative che favoriscono la crescita''. Se la debole crescita economica dovesse persistere, secondo S&P's il risultato di bilancio ''probabilmente non raggiungera' in modo significativo gli obiettivi del governo e quindi fara' deragliare il piano di riduzione del debito contenuto nel Programma di Crescita e Stabilita'''. Nel lungo termine, S&P's ritiene che le prospettive di crescita potrebbero ulteriormente diminuire a causa dello sfavorevole profilo demografico in Italia. Il costo legato agli interessi sul debito pubblico italiano – rileva S&P – e' pari a oltre il 10% delle entrate pubbliche nel 2011, superiore del 7,5%, al livello mediano della categoria di rating 'A' e previsto in ulteriore aumento. Gli interessi passivi riflettono l'impatto dell'elevato indebitamento pubblico sulle finanze italiane. La posizione netta sull'estero delle aziende italiane (compresi gli investimenti diretti esteri e il patrimonio netto) è pari al 42% del PIL, equivalente al doppio della posizione debitoria netta sull'estero del settore finanziario. Tuttavia, la posizione debitoria netta sull'estero del settore pubblico è pari a 782 miliardi di euro (50% del PIL).

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