L'AVANA 8 MAG Il dissidente c – L'AVANA, 8 MAG – Il dissidente cubano Juan Wilfredo Soto, arrestato e picchiato giovedi' scorso dalla polizia durante una manifestazione di protesta nella citta' di Santa Clara, e' morto oggi dopo tre giorni di agonia e la dissidenza punta il dito contro il regime di Raul Castro. La dissidente ed ex detenuta politica Martha Beatriz Roque, sul suo blog, annuncia una grande mobilitazione della polizia cubana in seguito alla notizia della morte in ospedale di Soto, detto 'el estudiante', per reprimere eventuali manifestazioni di protesta. Secondo la famiglia Soto, il 46enne Juan Wilfredo e' morto di pancreatite in seguito al pestaggio subito giovedi' scorso. Soto era stato massacrato di botte con i manganelli da quattro agenti, ed era poi stato ricoverato d'urgenza in stato gravissimo. Il blog 'Sagua Muerta' afferma che esiste un video girato amatoriale del pestaggio, che sara' inviato all'estero per denunciare il regime di Raul Castro. I familiari hanno denunciato che il cadavere presentava numerosi segni di percosse e temono che le autorita' vogliano seppellirlo in fretta, gia' questa notte, per evitare un funerale pubblico che potrebbe trasformarsi in una manifestazione di protesta. ''E' morto un difensore dei diritti umani, una volta di piu' hanno ammazzato chi difendeva solo i diritti umani'', scrive Martha Roque, la piu' famosa 'bloguera' della dissidenza cubana. Roque ha denunciato anche che le autorita' hanno impedito ogni contatto tra i dissidenti, per evitare qualsiasi mobilitazione, come era avvenuto dopo la morte in ospedale di Orlando Zapata Tamayo, dopo lo sciopero della fame in sostegno di Guillermo Farinas del febbraio 2010. Proprio Farinas, detto 'Coco', e' stato il primo ad annunciare ai mass media occidentali la morte di Soto, che era uno dei 134 sostenitori dello sciopero della fame. Le autorita' cubane da parte loro non hanno commentato ne' gli incidenti a Santa Clara ne' la morte del dissidente. Elizardo Sanchez, coordinatore della Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale, ha confermato il pestaggio da parte della polizia. ''Non riteniamo che avessero l'intenzione politica di ucciderlo, ma l'hanno massacrato di botte mentre gridava slogan contro il governo, e i danni subiti possono averlo portato alla morte'', ha dichiarato Sanchez, che ha denunciato un crescendo di intimidazioni e aggressioni ai danni dei dissidenti nelle ultime settimane.