ROMA – C'e' una conferma che quando la mattina del 16 ottobre 2009 Stefano Cucchi fu prelevato dalla Stazione dei carabinieri di Tor Sapienza per essere portato in tribunale per la convalida del suo arresto, aveva il viso gonfio e visibili macchie sotto gli occhi. A darla e' Stefano Mollica, al tempo in servizio alla compagna dei carabinieri di Roma Casilina, il quale, testimoniando nel corso del processo, non si e' discostato da quanto detto alla scorsa udienza dal collega Pietro Schirone. ''La mattina del 16 ottobre – ha detto Mollica – ero l'autista della pattuglia che fu chiamata a prelevare Cucchi per portarlo in tribunale. Quando entrammo nella cella, lui si alzo' a fatica dal letto; tant'e' che camminava con difficolta'. Notai subito che aveva il viso gonfio, e arrossamenti intorno agli occhi. Gli dissi se aveva bisogno di un medico, ma lui rifiuto'''. Cucchi avrebbe dato al militare anche una duplice spiegazione di quei segni sul viso. ''Inizialmente mi disse che erano stati i suoi amici, ma poi, invece, mi disse che era caduto dalle scale''. Quando i difensori hanno mostrato a Mollica la foto scattata a Cucchi al momento della sua entrata al carcere di Regina Coeli nel pomeriggio del 16 ottobre 2009 (il giorno della convalida dell'arresto), il militare ha detto: ''In questa foto il suo viso mi sembra meno gonfio di quando lo abbiamo prelevato in caserma''. Il pm che partecipo' all'udienza di convalida dell'arresto di Cucchi, anche lui sentito oggi in aula, ha detto di avere un ricordo vago di quel giorno. ''Per quello che so – ha detto il dott. Emanuele Di Salvo – fu un'udienza come tante altre; non ricordo nulla di particolare perche' non ci fu nulla di anomalo che mi colpi'. Mi dispiace perche' mi e' passata sotto gli occhi una tragedia e non me ne sono accorto''.
