ROMA – Il giorno l'arresto Stefano Cucchi in tribunale ''non era normale, aveva il viso gonfio come un pallone. Uscito dall'aula, si avvicino' a me dicendo 'Papa', e' finita'. Gli risposi 'Stefano, noi ti aiutiamo, pero' vai in comunita''; e lui 'Papa', ma lo vuoi capire che mi hanno incastrato?'''. L'episodio e' stato raccontato in aula da Giovanni Cucchi, il padre del ragazzo arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto dopo un settimana in ospedale. L'uomo, insieme con la moglie Rita, e' stato sentito nel processo in corso davanti alla III Corte d'assise di Roma. ''Quella notte – ha detto Giovanni Cucchi – mia moglie mi sveglio' per dirmi che avevano trovato Stefano con della droga. Mi cadde il mondo addosso; fu un colpo durissimo. Non mi preoccupava il fatto che lui sarebbe finito in carcere, ma che era rientrato nel giro della droga. Era stato a cena da noi quella sera; stava bene, come sempre. Da quando era uscito dalla comunita' si era imposto delle regole di vita; aveva deciso di fare sport per darsi una sorta di autodisciplina''. La famiglia seppe della morte del ragazzo ''da un carabiniere che porto' a casa un foglio – ha detto Rita Calore, madre di Stefano – dicendomi 'Signora, ho una brutta notizia: suo figlio e' deceduto''. Il ragazzo, per i familiari ''e' stato abbandonato moralmente, fisicamente e psicologicamente – ha detto il padre – Questo e' il dramma che ancora oggi noi viviamo''. Loro, videro il ragazzo all'obitorio ''Non era piu' lui, era una maschera, un teschio – hanno detto i genitori – Massacrato, irriconoscibile''.
