ROMA – Stefano Cucchi, la sera prima della sua morte, scrisse una lettera indirizzata a un operatore della Comunita' per tossicodipendenti che frequentava. Ma quella lettera fu spedita due giorni dopo la morte. La circostanza e' stata confermata oggi in aula da Ilaria Cucchi, nel corso della sua testimonianza. ''Caro Francesco – si legge nella lettera datata 20 ottobre 2009 – sono al Pertini in stato di arresto. Scusami se ora sono di poche parole, ma sono giu' di morale e posso muovermi poco. Volevo sapere se potevi fare qualcosa per me. Adesso ti saluto a te e agli altri operatori. Ciao. Stefano Cucchi. Ps: per favore almeno rispondimi. A presto''. Ilaria Cucchi ha raccontato in aula le difficolta' a ricevere e leggere le parole del fratello. ''Dagli atti dell'inchiesta del Dap – ha detto – abbiamo saputo che una Sovrintendente della polizia penitenziaria aveva detto che la sera prima della sua morte aveva visto Stefano scrivere una lettera. Ma nella scatola dei suoi effetti personali, che con difficolta' riuscimmo ad avere, quella lettera non c'era. Credevo ci fossero scritte parole indirizzate a me; successivamente fummo contattati dalla Comunita' che l'aveva ricevuta. Scoprimmo che era stata spedita due giorni dopo la morte di Stefano''.
