Da oggi a venerdì sciopero di giudici onorari e vice procuratori

Roma – Da oggi fino a venerdì 8 aprile i giudici onorari di tribunale e i vice procuratori della Repubblica si asterranno per cinque giorni dalle udienze civili e penali. Lo ha reso noto la Federazione magistrati onorari di tribunale (Federmot) spiegando che "si è determinata ad assumere tale iniziativa dopo aver preso atto che il Governo ha completamente disatteso le aspettative di riforma della categoria, rinviando più volte la presentazione di un disegno di legge che prevedesse un razionale riordino della disciplina vigente". "Il Governo – prosegue la Federmot – in occasione dell'ennesima disorganica proroga degli incarichi conferiti ai magistrati onorari in scadenza, attuata con decreto-legge e prescindendo da ogni verifica di professionalità, ha altresì respinto la proposta emendativa formulata dalla Federmot, presentata dal presidente della Commissione Giustizia del Senato e condivisa sia dai magistrati dirigenti di alcuni dei principali uffici giudiziari sia dalle associazioni rappresentative dei colleghi giudici di pace, la quale prevedeva la ciclica reiterabilità degli incarichi temporanei all'esito di preliminari e trasparenti verifiche di idoneità al proseguimento delle funzioni giudiziarie, affidate ad organi di autogoverno composti dai magistrati di ruolo". "Anche l'Anm – prosegue la Federmot – disattendendo le numerose e autorevoli testimonianze di assenso alla predetta proposta, provenienti da alcuni tra i più stimati ed esperti magistrati italiani, tarda a prendere una posizione favorevole, limitandosi nell'immediato a generici proclami di solidarietà che rivelano una pericolosa prudenza a condividere la comune battaglia per una magistratura indipendente da ogni altro potere, nella quale l'indiscusso primato della magistratura di ruolo su quella onoraria si fondi sul diverso grado delle rispettive prerogative, responsabilità e carriere e non anche su una inaccettabile precarizzazione della magistratura onoraria, verosimile prologo di un più insidioso asservimento generalizzato dell'intera magistratura ordinaria a più forti interessi politici incompatibili con l'autonomia, l'indipendenza, il prestigio, la terzietà e la reputazione dell'intero ordine giudiziario".

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