Roma – Dal 4 maggio l'undicesima edizione della 'Guida agli extravergini' di Slow Food sarà in libreria. La guida presenta il meglio della produzione olearia nazionale. Oltre cento esperti Slow Food hanno setacciato la penisola alla ricerca delle eccellenze della produzione mediterranea più caratteristica, assaggiato e valutato circa 2500 oli per poi descriverne 1106 in guida, per un totale di 762 aziende selezionate. "Il territorio nazionale è invaso da un pacifico esercito di 180 milioni di olivi. Un patrimonio che va oltre la produzione di olio, cui va assegnata e riconosciuta un'altra funzione: la forte valenza paesaggistica che connota un territorio, un bene collettivo, ma anche un'attrattiva turistica, un museo all'aperto di emozionante bellezza composto da maestose sculture viventi che assumono forme contorte, capricciose, tormentate, seguendo la regia di una natura fantasiosa. La ricchezza della nostra olivicoltura è anche e soprattutto biodiversità, un immenso patrimonio genetico che moltiplicato per l'infinità di microclimi e per le diverse qualità dei terreni rende i nostri oli di origine e quindi strettamente legati al territorio, protagonisti unici nella loro diversificazione organolettica ognuno con la sua storia, il suo carattere, la sua personalità", commenta Diego Soracco, curatore della guida. Nonostante l'annata in chiaroscuro, si sono attribuiti ben 54 top oil. Sei in meno dell'anno scorso hanno guadagnato le 'Tre Olive', il massimo riconoscimento attribuito per segnalare la qualità assoluta.