ROMA – ''La Germania ci ha messo dieci anni a preparare il terreno per un recupero della competitivita' e tornare al ruolo di locomotiva europea''. Lo afferma Daniel Gros, economista e direttore del think-tank europeo Ceps, in un' intervista al Corriere della Sera. ''La Germania ha la fortuna di cavalcare un boom di domanda per i suoi prodotti 'classici' – afferma Gros – nei quali e' particolarmente forte, come quelli dell'impiantistica, molto richiesti dalla Cina e dai Paesi emergenti o beni di consumo durevoli, come le automobili. Ed e' considerata il miglior fornitore europeo e il piu' affidabile, con prezzi ancora contenuti''. Secondo l'economista, ''una crescita maggiore in Germania, Francia e nel Nord Europa trainera' la domanda anche in Italia e nel resto d'Europa – aggiunge – . Ma l'aumento dell'inflazione costringera' la Bce ad aumentare il costo del denaro. E a soffrirne maggiormente saranno i Paesi piu' indebitati della periferia dell'Europa''. Non preoccupa, invece, per lo stato di salute dell'economia tedesca, la situazione nei Paesi del Nordafrica o in Giappone, dopo Fukushima: ''piu' peggiora la situazione nei Paesi in difficolta' – conclude Gros – e piu' capitale rimane o affluisce in Germania, anche per gli investimenti. E la crescita di consumo della domanda interna aumenta l'afflusso di entrate fiscali''.