ROMA – ”Non c’e’ niente da festeggiare, posso stappare al piu’ una lattina di coca-cola davanti a una giustizia che emette una sentenza ovvia, scontata, dovuta, dopo lunghissimi 12 anni di palate di fango”. Cosi’ il senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri, in una intervista al Corriere della Sera all’indomani della sentenza di assoluzione emessa dalla prima corte d’appello del Tribunale di Milano dall’accusa di tentata estorsione aggravata dalle finalita’ mafiose. E in una intervista al Messaggero aggiunge di essere ”stufo di essere indagato per questioni politiche” e si reputa ”un perseguitato”. Ora pero’, dice, ”sono piu’ fiducioso” riguardo alla sentenza attesa dalla Cassazione sul processo di Palermo, nel quale e’ stato condannato in Appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. ”Quella sentenza – aggiunge – e’ stata pilatesca, quindi ora spero che il giudizio venga ribaltato con l’assoluzione di Milano alcuni massi pesanti sono stati tolti, a cominciare dalle minacce a Garaffa”. Pero’ ”a Palermo, alcuni pm sono pronti a tutto pur di esaltare tesi non provate” e ”cercano icone” come Garraffa, ”come Massimo Ciancimino. Da usare per mettere sotto accusa il sottoscritto ed altri”. Garraffa, attacca, ”e’ una pedina, usata sempre da pm che non sono giudici. Sono inquirenti, una parte, parte di parte, direi un partito..”.
