Dispersione scolastica alta in Italia

ROMA – In Italia la dispersione scolastica nella scuola statale a fine ciclo tra il 2007 e il 2010 si è ridotta, rispetto a tre anni prima, del 2,2%, passando dal 33 al 30,8% (mentre un ulteriore 23% di studenti arriva al diploma di istruzione secondaria superiore con uno o più anni di ritardo). Il dato, positivo, e' contenuto nel secondo Rapporto sulla qualita' nella scuola di Tuttoscuola. Lo studio evidenzia come la dispersione scolastica al Sud (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia) è elevatissima: complessivamente non arriva al diploma in quelle Regioni il 30,3% degli studenti che cinque anni prima avevano iniziato le superiori. Ma al Nord Ovest si perde per strada il 32,1%. Tre anni prima erano entrambe al 34% (34,9% nel Nord Ovest, 34,3% al Sud). Quindi nel Mezzogiorno c'è stato un miglioramento maggiore: la dispersione nel quinquennio delle superiori in quelle quattro Regioni si è ridotta quasi di un ottavo rispetto alla fotografia scattata tre anni prima. Una parte di quei giovani continua a studiare nella scuola non statale o nei percorsi di istruzione e formazione professionale (circa 70 mila, si stima, dei 190 mila dispersi ogni anno nella scuola statale), mentre gli altri, ben 120 mila, abbandonano completamente lo studio. Una stima confermata dai dati Eurostat della Commissione europea, da cui emerge che il 19,7% dei 18-24enni italiani è in possesso al massimo della licenza media: cioè appunto circa 120 mila ragazzi per ogni classe di età. Se pero' si analizzano gli abbandoni dopo il primo biennio delle superiori, si nota come questi aumentano in tutta Italia, ad eccezione del sud. E ci sono alcuni dati impressionanti: a Como c'è una dispersione doppia che a Bari; negli istituti tecnici il tasso di abbandono è dell'1,9% a Matera, e del 30,1% a Novara. .

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