MILANO – ''L'intera operazione'' si e' ''realizzata alla luce del sole''. Cosi' scrive il gup di Milano, Simone Luerti, nelle motivazioni della sentenza con cui ha prosciolto, perche' il fatto non sussiste, gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana dalle accuse di truffa ai danni dello Stato e dichiarazione infedele dei redditi per circa un miliardo di euro. Lo scorso primo aprile il gup aveva anche prosciolto altri 5 imputati, tra cui alcuni manager del gruppo di moda che, secondo i pm, avevano creato con i due stilisti una societa' in Lussemburgo e tramite questa 'estero vestizione' avevano evaso le imposte sullo sfruttamento dei loro marchi D&G. Secondo il giudice, ''le condotte contestate integrano palesemente una delle molteplici forme che assume l'elusione fiscale''. Il giudice pero' in sostanza ha ritenuto che cio' che e' stato documentato nell'indagine non ha travalicato il confine del rilievo penale, perche' l'elusione fiscale si distingue ''dall'evasione fiscale perche' non si pone in diretta violazione di un precetto normativo''. Inoltre, scrive ancora il gup, ''oltre alla cessione dei marchi reale e non fittizia (..) si osserva che l'intera operazione, come tale, si e' realizzata alla luce del sole, dagli incarichi ai professionisti agli atti costitutivi delle societa', fino alle loro denominazioni''.