Don Seppia, tre versioni in mano agli inquirenti

GENOVA – Tre verita’, tre diverse versioni, racconti che adesso il pubblico ministero Stefano Puppo dovra’ studiare e sviscerare per smascherare le bugie nascoste. E chiedere una nuova ordinanza nei confronti di don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente, arrestato con l’accusa di abusi sessuali su minori e cessione di stupefacenti. Le tre versioni sono state raccontate dai tre personaggi chiave di tutta l’inchiesta: lo stesso don Riccardo, Emanuele Alfano, l’ex seminarista finito anche lui in manette con l’accusa di induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento, e l’egiziano di 18 anni, indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile. Alfano ha ammesso di avere avuto un rapporto con l’egiziano, mentre quest’ultimo era ancora minorenne, e uno dopo che era diventato maggiorenne. Ma senza mai averlo indotto a prostituirsi. Il pagamento era un accordo tacito, tra persone che si conoscono in chat e poi si incontrano per fare sesso. L’ex seminarista ha anche ammesso di avere dato il numero di telefono del ragazzo e di un altro minorenne a don Seppia. La verita’ raccontata dal parroco e’ invece completamente diversa. ”Si’ ho conosciuto l’egiziano. Non ci ho mai fatto nulla, ma sapevo che era stato con Alfano due volte”. La terza versione arriva infine dal ragazzo stesso, interrogato dai carabinieri alcune ore dopo l’arresto del prete. ”Sono andato a letto con entrambi, piu’ di una volta. E poi ho presentato il ragazzo albanese a don Seppia”. E’ stata proprio questa frase a costargli l’incriminazione. Adesso il pm dovra’ districare la matassa e capire dove sta la verita’. E non e’ escluso che nelle prossime ore possa risentire i tre.

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