ROMA – ''Su quel palco non mi sono accorta proprio di nulla. Mi sono ritrovata sul palco insieme a Berlusconi e subito c'e' stato un vero boato, una folla bellissima che applaudiva, un piccolo trionfo, mentre lui, il cavaliere, ha cominciato a parlare e io, francamente, non e' che stessi li' a memorizzare le sue frasi''. A parlare e' la senatrice Dorina Bianchi, finita in una polemica per non aver difeso il presidente del suo partito, Casini, dagli attacchi di Berlusconi, durante un comizio a Crotone, dove la Bianchi e' candidata ed esiste un'alleanza tra l'Udc e il Pdl. La senatrice spiega le sue ragioni in tre interviste al Corriere della Sera, La Repubblica e al Giornale e al quotidiano milanese afferma, ''secondo Cesa e Casini cosa avrei dovuto fare? Interrompere il premier, rovinare la festa, prendere il microfono e dire: no caro il mio presidente, non le permetto di dire certe cose''. E poi sottolinea a La Repubblica che le amministrative ''hanno uno spazio a se', un recinto distinto''. La campagna elettorale, dopo la sorpresa di Berlusconi, ha trasformato la senatrice che ora ha ''la prospettiva di una vittoria a portata di mano'' e, in sua difesa, sempre a La Repubblica, ammette che mentre il premier accusava Casini era ''tesa e avviluppata in un sogno ad occhi aperti''. Infine, dalle pagine del Giornale, Dorina Bianchi fa sapere di aver sentito il segretario dell'Udc, Cesa, per il quale ''l'impegno su questa candidatura resta''.