BOLOGNA – C'e' una impronta ricorrente tra le oltre 40 repertate nell'ambito dell'inchiesta sull'anonimo autore del dossier contro Virginio Merola, il candidato sindaco di Bologna del centrosinistra. Un'impronta riconducibile alle medesima persona e' infatti stata trovata su due delle buste spedite ai circoli Pd. Si potrebbe trattare dell'impronta del postino, cioe' di colui o colei che ha recapitato le buste, o anche dell'autore. Per trovare un'impronta ricorrente e arrivare cosi' a individuare l'anonimo autore del dossier la Procura, che aveva seguito la pista delle impronte molto da vicino, aveva chiesto al legale di Merola, prof.Vittorio Manes, di consegnare tutte le 13 buste e copie del dossier recapitati ai circoli del partito. Se il materiale e' stato maneggiato con cura, l'impronta ricorrente e' solo di chi ha consegnato, forse anche scritto, le missive. Le buste su cui ricorre l'impronta sono quelle inviate ai circoli San Ruffillo, in via Battaglia, e Pontevecchio, in via Ortolani. In entrambi i casi si tratta di quella parte di buste che non sono state spedite (manca l'annullo postale) ma con ogni probabilita' consegnate a mano. In entrambi i casi, inoltre, sono stati usati francobolli di vecchio tipo, di quelli che per essere incollati devono essere bagnati. A questo punto se l'autore, o il postino (che potrebbero essere la medesima persona), ha lasciato tracce di saliva sul bollo, dall'analisi del Dna emergera' anche il suo profilo genetico. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio, che si occupano della vicenda, hanno gia' nelle scorse settimane incaricato dell'accertamento la prof.Susi Pelotti, esperta nella ricerca dell'impronta genetica. Sul dossier (che oltre che con Merola se la prende anche con diversi esponenti del partito a lui vicini) c'e' un fascicolo della Procura nato dalla denuncia presentata dal candidato (che si ritiene parte lesa per calunnia, diffamazione e lesione dei diritti politici), di cui si occupa il procuratore aggiunto Giovannini. Un fascicolo che si era affiancato ad una inchiesta conoscitiva pre-esistente affidata al pm Di Giorgio e aperta quando la procura aveva ricevuto il dossier anonimo, prima dell'esposto di Merola.