REGGIO CALABRIA – Che la criminalita' avesse allungato le mani sul pallone e sulle squadre di calcio, a testimonianza di prestigio e come strumento di consenso e controllo del territorio, Libera di don Ciotti lo aveva segnalato da tempo. Trenta clan coinvolti in affari milionari, la maggior parte delle regioni sono infatti protagoniste del libro inchiesta ''Le mafie nel pallone'' di Daniele Poto con tutte le voci del nuovo affare targato criminalita'. ''Il sequestro di oggi in Calabria – dice Libera – dimostra come le mafie stanno mettendo le mani sul pallone, anzi le ha gia' messe. Quello che emerge dall'operazione della Guardia di Finanza e' uno spaccato inquietante di una storia che pero' viene da lontano, di una penetrazione mafiosa che riguarda tante realta' piccole e medie anche perche' possedere una societa' di calcio garantisce visibilita' e prestigio ai clan, assicura un controllo ancora maggiore del territorio, moltiplica le opportunita' di reclutamento delle nuove leve''. Nel recente dossier di Libera, diventato poi il libro di Poto pubblicato da Edizione Gruppo Abele, sono stati censiti circa 30 clan direttamente coinvolti o contigui nelle principali inchieste riguardanti le infiltrazioni mafiose, e ai casi di corruzione nel mondo del pallone e spartizione della torta come viene documentato nel libro partecipano il gotha delle cosche, dai Lo Piccolo ai Casalesi, dai Mallardo ai Pelle', dai Misso ai Pesce e Santapaola. ''Nello sport ci sono tante realta' positive, sarebbe scorretto dimenticarle – prosegue Libera – ma e' necessario rompere i silenzi, avere il coraggio della denuncia seria e documentata ricordando le tante piccole squadre e realta' locali che non hanno perso la trasparenza e la lealta' nel loro agire quotidiano. Da sempre – denuncia Libera – le mafie hanno puntato al controllo sul territorio anche attraverso le squadre di calcio. E oggi piu' che mai gestiscono il calcio scommesse, condizionano le partite, usano lo sport per cementare legami della politica, riciclano soldi. Dalla Lombardia al Lazio, passando per la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Puglia, con ''sospetti'' in Abruzzo e un ''radicamento profondo'' in Sicilia, la geografia della commistione di calcio e illegalita' disegnata dal libro Le mafie nel pallone coinvolge buona parte delle regioni del nostra paese dove il sistema calcio parte dalle scuole giovanili, dove spesso piu' dei meriti contano le appartenenze alle cosche e la raccomandazione deviata, ma si sviluppa e si autoalimenta attraverso attivita' di copertura, riciclaggio di soldi sporchi, compravendite in nero, gestione delle scommesse''.
