ROMA – ''Duro colpo'' per Berlusconi ed il ''berlusconismo'', ''il suo modo personalizzato, aggressivo e esagerato di gestire le cose''. L'Economist domani in edicola interviene cosi' sui risultati elettorali in Italia dello scorso weekend. E' ''troppo presto'' per dire che il premier ''sia stato messo al tappeto'', si legge nell'articolo in cui si sottolineano pero' le difficolta' con la Lega (''mai rapporti cosi' tesi tra Berlusconi e Bossi'') e un voto che sembra essere un ''altro segnale della crescente ondata di avversione personale degli italiani nei confronti di Berlusconi''. Ma ''vale la pena ricordare che questa e' una marea gia' salita in passato per poi ritirarsi'', spiega il settimanale evidenziando anche i problemi del Pd, battuto a Napoli da un piccolo partito ''anti-berlusconiano'' come l'Idv. La grande ''sorpresa'' e' stata Milano, sottolinea il settimanale spiegando che si tratta della ''capitale del business, la citta' natale'' del premier, dalla quale ''ha lanciato la sua carriera politica''. Ma anche il luogo dove e' stato indicato aver ''pagato una minorenne'' e nel quale si sta svolgendo il relativo processo. La Moratti comunque ''ha ancora una possibilità '', il ''sostegno'' dai centristi ''che sono stati eliminati dalla gara'', prosegue l'articolo sottolineando che al primo turno il sindaco uscente ''ha pagato a caro prezzo l'aver adottato la tattica preferita dal premier: Berlusconi ha applaudito quando la Moratti ha usato i suoi artigli, alla fine della campagna elettorale, accusando pubblicamente il suo rivale di avere frequentazioni nella sinistra estremista''. Per Berlusconi, la conseguenza principale della battuta d'arresto della Moratti sono comunque ''gli effetti sulla sua coalizione'' ed i ''rapporti con la Lega Nord'' ed i suoi esponenti che ''lo ritengono responsabile'' del risultato del voto. Un malumore che e' arrivato dopo le tensioni gia' nate con il leader della Lega, Umberto Bossi, nella decisione sulla missione italiana in Libia: i rapporti tra i due sono ''tesi come non lo sono mai stati'', sottolinea. Ma se la destra e' in difficolta', anche la sinistra ha i suoi problemi come dimostra il risultato di Napoli dove un candidato di un piccolo partito ''rumoroso'' (e fortemente anti-berlusconiano) come l'Idv ha battuto ''il maggior partito italiano d'opposizione, il Pd''.
