TIRANA – La missione degli osservatori internazionali di Odihr, ufficio dell'Osce (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) noto per la sua esperienza nel monitoraggio dei processi elettorali considera ''incerta la base giuridica della decisione della Commissione elettorale centrale'' (Cec) in Albania per il riconteggio delle schede per il sindaco di Tirana che sono finite in altre urne durante le amministrative dello scorso 8 maggio. Gli osservatori di Odihr hanno pubblicato un rapporto post-elettorale. Al termine delle operazioni di spoglio, il sindaco uscente Edi Rama, leader dell'opposizione socialista risultava vincitore, seppure con una strettissima differenza di soli 10 voti. Dal riconteggio ancora in corso invece, il suo rivale Lulzim Basha, del partito democratico del premier Sali Berisha, ha ribaltato il risultato, portandosi in testa con 77 voti in vantaggio. Secondo il rapporto di Odihr, ''il codice elettorale albanese non prevede ''esatte precisazioni sulle schede finite per sbaglio in altre urne e ne' le procedure su come verranno considerate. Durante la fase di formazione gli scrutinatori sono stati apparentemente preparati a considerarle non valide, e cosi' e' successo fino al termine delle operazioni di spoglio per il sindaco di Tirana'', spiegano gli osservatori ricordando che subito dopo ''e' stato il partito democratico a chiedere il loro riconteggio''. La decisione della Cec a riguardo ha provocato l'ira dell'opposizione che si e' riversata sulle piazze di tutta l'Albania protestando contro il governo, bloccando per due giorni di seguito, per alcune ore le strade principali del paese. A seguito della incandescente situazione politica, il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso ha annullato lo scorso venerdi' la sua prevista visita a Tirana.
