ROMA – Ai ballottaggi, Berlusconi si tenga fuori dalla contesa perche' ora ''il confronto tocca ai candidati''. E' il consiglio che arriva dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, che in una intervista al Corriere della Sera analizza i risultati del primo turno di amministrative e fa autocritica rispetto a una campagna elettorale ''troppo estremista''. Non c'e' dubbio, spiega, ''che riuscire a trasformare Pisapia in un'icona del moderatismo e la Moratti in quella dell' estremismo e' stato un paradosso in cui siamo caduti come polli''. Errori, come quello della polemica di Lassini, che hanno portato ''perfino la Lega a smarcarsi, assumendo un profilo moderato e lasciando a noi quello estremista''. In ogni caso, per Frattini non si puo' parlare di crisi della leadership di Berlusconi, perche' ''e' ancora lui che fa la sintesi della coalizione''. E se il Carroccio dovesse invece ''staccare la spina, sarebbe una sconfitta di Bossi''. Certo e', comunque, che al Pdl ''serve una scossa. Entro l'estate deve essere concluso il tesseramento'' e ''in autunno si deve aprire necessariamente la stagione dei congressi'' per ''superare la decrepita quota 70-30 che ci impedisce di far crescere gente capace''. E ''non possiamo permetterci di lasciare fuori nessuno. Tantomeno chi ha capacita' organizzative comprovate'' come Claudio Scajola.
