ROMA – ''Se il premier e' lo sconfitto, il vincitore e' Bersani, persona determinata e generosa. In questi anni e' stato molto sottovalutato. Ma e' riuscito a tenere il rapporto con il Terzo Polo e a ottenere disciplina da Vendola e Di Pietro, due politici molto talentuosi ma spesso indisciplinati''. Ne e' convinto Enrico Letta, vicesegretario del Pd che in un'intervista all'Espresso compie un'analisi della situazione politica, alla luce del risultato delle amministrative. Quanto ai rapporti interni al partito, Letta sottolinea che ''il vero punto di forza e' che oggi siamo piu' uniti. Alla riunione del coordinamento, dopo la sua relazione Bersani ha avuto un applauso caloroso. Tutti hanno detto inutile discutere, chiudiamo qui. Abbiamo imparato. Negli ultimi tempi nei confronti dell'opposizione, il sentimento comune si era trasformato da solidarieta' ad atto di accusa. Questo – ammette – e' stato salutare. E forse ci aiutera' a cambiare quell'atteggiamento precisino e sgobbone che abbiamo spesso e che non va bene. La politica non puo' essere gestita con la logica dell'amministratore di condominio. Dobbiamo essere un po' meno Forrest Gump. Vorrei che provassimo, io in primis, a somigliare di piu' a Jack Sparrow, pirata dei Caraibi''. E a chi lo interpella sull'ingresso in politica di Luca Cordero di Montezemolo Letta risponde: ''Sono convinto che ci sia spazio e posto per chi non viene dalla politica. Lui il leader? Noi proponiamo Bersani, il nostro segretario. Quel che conta e' che l'aria e' cambiata perche' l'abbiamo cambiata noi''.
