ROMA – ''Eventuali multe dell'Agcom comporteranno ulteriori tagli per raggiungere la parita' di bilancio, obiettivo dichiarato dal nuovo direttore generale Lorenza Lei. Sia chiaro paga chi sbaglia'', lo dice in una nota Carlo Verna, segretario dell'Usigrai che auspica venga dato ''lo stesso spazio, con le stesse modalita' alle opposizioni di destra e di sinistra'' che e' stato dato ieri al premier Berlusconi. ''Ieri, ribadisco, – aggiunge Verna – il Tg1 e' stato scandaloso, ma e' apparso asservito a diktat, nonostante il tentativo di recupero almeno del pudore, pure il Tg2. Un tale stato di cose non puo' essere accettato. Pur ritenendo che la via maestra sia un intervento del nuovo direttore generale Lorenza Lei, l'Usigrai difendera', motivandolo, il ritiro della firma di chi lo voglia in base alle norme contrattuali nel momento in cui i direttori dovessero proporre nei giornali scalette che violano la legge. In generale gli ordini illegittimi possono essere disattesi''. ''Sottolineo quel che scrive l'Agcom – spiega Verna -, cui ricordiamo che la norma senza sanzione e' inefficace, nella delibera 224/11: 'la rappresentazione delle diverse posizioni politiche nei telegiornali non e' regolata, a differenza della comunicazione politica, dal criterio della ripartizione matematicamente paritaria degli spazi attribuiti,ma deve conformarsi al criterio della partita' di trattamento, il quale va inteso propriamente, nel senso che situazioni analoghe debbano esser trattate in maniera analoga, al fine di assicurare in tali programmi l'equa rappresentazione di tutte le opinioni politiche ed il corretto svolgimento del confronto politico su cui si fonda il sistema democratico'''. ''Cio' non e' accaduto consentendo i comizi di Berlusconi – conclude Carlo Verna -, ora la parita' andrebbe garantita dando lo stesso spazio, con le stesse modalita' alle opposizioni di destra e di sinistra. Sia l'ultima settimana della campagna elettorale la settimana dell'orgoglio del servizio pubblico, quell'orgoglio che ci ha consentito di sfiduciare, unico caso nella storia delle relazioni sindacali in Italia, il precedente capo azienda''.
